Caro collega ti scrivo… così precisiamo un po’

La replica al commento di Lazzaro Danzuso sulla replica del sindaco sui rumors circa il possibile commissariamento di Librino (AUDIO)

 

Nella tarda serata di ieri abbiamo inserito la replica che il sindaco Enzo Bianco ci ha fatto pervenire tramite il suo personale addetto stampa Giuseppe Lazzaro Danzuzo. Il tema sul quale avevamo chiesto al primo cittadino di darci risposte era la notizia dataci da fonti per noi attendibili ed autorevoli di un provvedimento di scioglimento della VI Circoscrizione, quella che raggruppa i territori di Librino, San Giorgio, Zia Lisa e Villaggio S.Agata, che sarebbe pronto in prefettura in attesa dell’arrivo del neo nominato prefetto Silvana Riccio.

Sento il dovere – nei confronti dei nostri lettori e di nessun altro, sia chiaro – di puntualizzare alcune cose, soprattutto a seguito del commento inviatoci dallo stesso Lazzaro Danzuso a seguito della pubblicazione del pezzo di replica.

L’addetto stampa del sindaco – che poi è anche consulente alla  comunicazione dell’ASEC Trade, come lui stesso ci scrive – commenta così:

Mi chiamo Lazzaro Danzuso e non Danzuso, non ho parlato come responsabile dell’Ufficio stampa dell’Asec – anche perché sono consulente per la comunicazione di Asec Trade, che è un’altra azienda – ma semmai come portavoce personale del sindaco Bianco. Non ho detto le cose che mi vengono attribuite o quantomeno il senso è stato riportato in maniera piuttosto confusa. Ho ritelefonato alla collega che mi aveva contattato ma non ho ricevuto risposta e dunque scrivo questo commento. Aspettandomi anch’io maggiore precisione e puntualità.

Ps.
Non essendo il sottoscritto un personaggio pubblico l’onore della foto è esagerato. Peraltro in quella inserita nell’articolo sono venuto veramente male…

Tengo a precisare innanzitutto che quanto scritto dalla sottoscritta, anche se il pezzo riporta la firma di redazione, è la precisa trascrizione di quanto affermato dallo stesso Lazzaro Danzuso nella conversazione telefonica che mi vedo costretta a pubblicare in versione integrale.

E lo preciso perché viene messa in discussione la mia onestà intellettuale. Quello che mi è stato insegnato – e che ogni giorno cerco di mettere in pratica – è che “obbligo inderogabile” del cronista è quello di rispettare “la verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede” (Art.2 Legge sull’ordinamento della professione di giornalista).

Ed è quello che ho fatto ieri, chiedendo al sindaco una replica e riportando fedelmente quanto mi è stato detto dal suo addetto stampa che – forse – dovrebbe fare più attenzione a quello che mette in bocca al primo cittadino: il Prefetto Federico non ha mai dichiarato l’insussistenza di un accesso a Librino. Anzi.

Come è possibile verificare dalla trascrizione fonografica dell’audizione dell’ex prefetto in commissione nazionale antimafia, Maria Guia Federico risponde che relativamente al consiglio comunale la vicenda “È saltata fuori da una lettera anonima, inviata alla commissione parlamentare siciliana in un certo momento politico, magari particolare”. Ma subito dopo precisa che “con ciò non si esclude che possiamo fare un accesso nella circoscrizione di Librino“.

In quanto poi alla possibilità di legge di commissariare una circoscrizione, caro collega, devo smentirti: non solo è possibile, ma è stato anche fatto! Per la precisione a Roma il 27 agosto 2015, con il commissariamento per mafia del X Municipio, quello di Ostia.

Che dire poi dei commenti circa il lavoro di Valerio Musumeci? Il fatto che non sia giornalista professionista (come non lo è l’80% dei redattori delle testate siciliane) non può essere motivo di disprezzo del lavoro dallo stesso svolto: ha raggiunto tre esponenti della suddetta commissione antimafia riportandone i commenti.
Scomodi? Che piaccia o no, la Costituzione tutela il diritto di espressione del proprio pensiero.

Per ultimo, collega, consentimi di precisare anche un’altra cosa. Dovere di un sindaco dovrebbe essere anche quello di dare conto alla cittadinanza del lavoro svolto e delle decisioni prese. E questo non può avvenire solo tramite i comunicati unilaterali e le interviste precostituite con le domande supervisionate. Non sarebbe tutelato il diritto del cittadino di conoscere la verità e il diritto-dovere della stampa di divulgarla.

Perciò trovo che la mia UNICA telefonata al sindaco non possa e non debba diventare per lui motivo di fastidio, anzi. Dovrebbe essere ben lieto di poter esprimere il proprio punto di vista.

Tanto dovevo ai miei lettori,

Lucia Murabito

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