Presidente, su Genovese non giochi con le parole

Il neo-governatore Nello Musumeci è intervenuto sulla vicenda del maxi sequestro a carico della famiglia Genovese. Luigi, figlio di Francantonio e deputato regionale di Fi, è indagato per riciclaggio 

Genovese

PALERMO – Ha scelto proprio gli Stati Generali della Lotta alle mafie, il Presidente della Regione Nello Musumeci, per intervenire sulla vicenda del maxi sequestro a carico della famiglia Genovese, messo a segno nelle scorse ore dalla Guardia di Finanza di Messina. Una vicenda che tocca da vicino uno dei deputati più chiacchierati (sic!) della maggioranza che sostiene il neo-governatore.

“Se Luigi Genovese fosse mio figlio – ha detto Musumeci parlando alla due giorni organizzata dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando – io prenderei a calci chi dice che è impresentabile perché il padre è stato condannato in primo grado. Ha 21 anni, è uno studente di giurisprudenza ed è incensurato: per le leggi dello Stato è presentabilissimo”.

Da quarantotto ore anche indagato per riciclaggio nell’inchiesta delle Fiamme Gialle che hanno messo i sigilli su un patrimonio complessivo di circa 100 milioni di euro nella disponibilità della famiglia. Luigi, rampollo del deputato Francantonio, era stato campione di preferenze nelle fila di Forza Italia a Messina. Ed è il quarto deputato regionale indagato nel giro di qualche settimana, il terzo nella maggioranza che sostiene Musumeci.

Il che fa tornare in auge il dibattito sugli “impresentabili”, le cui peripezie giudiziarie erano state segnalate ben prima del voto. Nel caso dei Genovese, era stato fatto notare come il babbo di Luigi sia stato condannato in primo grado ad undici anni nel processo “Corsi d’Oro” sulla formazione in Sicilia, insieme alla moglie e tre cognati tra cui l’ex deputato regionale Franco Rinaldi. E come ancora Francantonio – e ancora Rinaldi – siano indagati per voto di scambio nell’inchiesta “Matassa”, che indaga sui rapporti tra esponenti criminali e uffici pubblici della città di Messina.

Ieri, infine, l’indagine per riciclaggio a carico di Genovese jr. Che nelle carte dell’inchiesta emerge come qualcosa di più che una semplice pedina del padre: “Così dal nulla si staglia la figura di Genovese Luigi junior, che diventa consapevolmente, firmando atti e partecipando alle manovre del padre, ricchissimo – si legge nell’Ordinanza firmata dal Gip del Tribunale di Messina Salvatore Mastroeni – La circostanza della ricchezza improvvisa del genovese Luigi, il suo notorio ingresso in politica, il modo spregiudicato di acquisizione della ricchezza, danno la probabilità, sia pur per la visione cautelare di protezione dei beni e dei soldi dovuti allo Stato, che si verifichi la stessa attività del padre”.

L’indagine avrà il suo corso, e soltanto i giudici potranno dire cosa ci sia di vero nelle accuse al giovane Genovese. Che intanto incassa il sostegno del Presidente della Regione. Anzi no. Perché dopo averlo “difeso”, Musumeci compie una giravolta retorica già sperimentata in campagna elettorale, accollando a Forza Italia la responsabilità di aver candidato il giovanotto. “Io non l’avrei candidato se fosse stato nel mio partito – ha detto il Presidente della Regione – il coordinatore del suo partito se ne è assunto la responsabilità”. Ovvero Gianfranco Micciché, che la maggioranza di Musumeci, in cui FI è il primo partito, potrebbe incoronare Presidente dell’ARS tra poche settimane. 

Poco male. Intanto il Presidente della Regione torna ad invocare “una modifica della legge sulle candidature” nonché “un codice etico sottoscritto da tutte le forze politiche”, perché “è da 70 anni che in Sicilia le liste elettorali sono frequentate da personaggi chiacchierati” (sic!). Tradizione che il centrodestra si è sforzato di mantenere anche a questo giro, come dicono le statistiche sugli indagati del nuovo parlamento regionale, che tanto bene fanno alla reputazione della Sicilia in Italia e all’estero. La stessa reputazione che Musumeci, da buon Cincinnato, sostiene di voler rilanciare dopo il “trasgressivo” Crocetta.

Al governatore andrebbe fatta notare la contraddizione di teorizzare una rivoluzione etica nei partiti senza però sponsorizzarla nei fatti. Checché se ne dica, in sede politica qualcosa si sarebbe potuto fare. E l’etica in quanto tale non avrebbe bisogno di essere regolata dalla legge. Musumeci avrebbe potuto inchiodare le alleanze alla necessità di liste pulite. Ma tutto questo era stato già detto al candidato, che non aveva voluto sentire ragioni. Come oggi non ne sente il Presidente. 

2

  • A mio avviso Musumeci per dare un grande esempio di legalità e far capire a tutte le forze politiche isolane prima e nazionali dopo che in Sicilia è iniziata una nuova fase, si dovrebbe dimettere da Presidente della Regione. Se facesse questo darebbe un segnale forte agli isolani che lo inconerebbero re della Sicilia con un suffragio generale.

  • Caro Nello, Il tempo passa , i fatti sono fatti , gli impresentabili aumentano , ma le tue parole sono identiche a quelle dei Tuoi predecessori. Sei diventato Presidente con i voti degli impresentabili , fai finta in questi ultimi mesi di essere stato all’estero . Invece di continuare a sognare, scendi dal letto 🛏 e accetta la triste realtà . Rappresenti solo una sparuta percentuale di Siciliani ( il 50% non ha votato e sottratto il voto dei grillini !!!! ) , quindi cambia musica se vuoi essere più credibile . Mi raccomando non riproporre la stessa minestra di Crocetta , i pochi siciliani onesti non meritano un simile trattamento . Inizia bene , prendi una autorevole posizione e caccia dalla Tua maggioranza gli impresentabili e ti scommetti con un serio programma . Ovviamente non leggerai questo commento e non caccerai nessuno e per Te inizierà una triste legislatura fatta di ricatti e voltagabbana . Devi capire che un serio programma per i Siciliani è l’unica ricetta valida che muterà ogni pensiero e indirettamente l’economia Sicilana

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