Caso Micciché, anche Musumeci si smarca da Figuccia

Suonano come uno stop all’Assessore ai Rifiuti le parole pronunciate stamani dal governatore durante lo scambio di auguri con i giornalisti

CATANIA – “Invito i miei Assessori a lavorare e tacere”. Chi ha orecchi per intendere intenda. Suonano come uno stop all’intemerata di Vincenzo Figuccia contro il Presidente dell’ARS Gianfranco Micciché le parole pronunciate questa mattina dal governatore Nello Musumeci durante lo scambio di auguri con i giornalisti promosso dall’Assostampa di Catania. Sul tavolo la polemica lanciata ieri dal titolare del dicastero regionale per i Rifiuti contro la politica del numero uno dell’ARS sui maxi stipendi dei dirigenti di Palazzo d’Orléans. 

“La realtà è che probabilmente questa maggioranza ha sbagliato a votare Micciché – aveva detto ieri Figuccia, Udc ex Forza Italia da mesi in polemica con il commissario regionale azzurro – e avrebbe potuto fare scelte più coraggiose esprimendo un presidente dell’Ars di maggiore discontinuità. Non mi piace l’immagine che si sta dando all’esterno. La considero offensiva per tanti che non possono mangiare, licenziati, inoccupati, giovani”. Dichiarazioni che avevano suscitato aspre reazioni, con la presa di distanza del commissario regionale dell’Udc Giuseppe Naro, che aveva giudicato “assolutamente inopportune” le dichiarazioni dell’Assessore. Ma anche il resto della maggioranza aveva contestato l’Assessore.

“Vorremmo consigliare all’assessore Figuccia – hanno scritto oggi in una nota i capigruppo di maggioranza all’ARS – di impegnare le sue energie in modo prevalente se non esclusivo all’attività amministrativa di governo, nei settori delicati che gli sono stati affidati, evitando di alimentare polemiche strumentali su argomenti che non sono all’ordine del giorno dell’Assemblea regionale siciliana. Il tema relativo alla scadenza della vigente delibera del Consiglio di presidenza dell’8 ottobre 2014, concernente i tetti retributivi del personale amministrativo dell’ARS, sarà affrontato a tempo dovuto, con la doverosa sensibilità, dallo stesso consiglio di Presidenza”. 

Durissima soprattutto la reazione di Forza Italia, che ieri per bocca del vice-commissario Francesco Scoma aveva chiesto la rimozione di Figuccia dalla Giunta di Governo. Lui non ci pensa nemmeno: “Perché mai dovrei fare un passo indietro? – ha detto l’Assessore all’Adnkronos – Bisogna andare avanti difendendo con coraggio le proprie idee. Io sono un uomo libero e voglio continuare a esserlo. Mi interrogo, invece, sulla opportunità di uomini che dovrebbero avere un importante ruolo istituzionale e che avrebbero dovuto avere altri esordi. Tanto per essere chiari, mi riferisco a Miccichè”.

In mattinata, però, sono arrivate anche le dichiarazioni del Presidente della Regione. Che sembrano andare verso la tutela degli equilibri di maggioranza, richiamando all’ordine il proprio Assessore. Nelle poche settimane dalla formazione della Giunta il governatore aveva rivolto un invito simile soltanto in un’altra occasione, quando aveva invitato il responsabile della Cultura Vittorio Sgarbi a smorzare le polemiche con il magistrato Nino Di Matteo, accusato dal critico di aver beneficiato delle minacce di morte rivoltegli dal carcere da Totò Riina. Anche quella vicenda aveva fatto il giro d’Italia, spingendo Musumeci ad un richiamo – del resto abbastanza lieve – nei confronti del proprio Assessore.

Oggi l’invito tra le righe a Figuccia a non terremotate la maggioranza nel momento critico della formazione delle Commissioni in Assemblea Regionale e dell’approvazione del Bilancio provvisorio. Una difesa d’ufficio nei confronti del Presidente dell’ARS – che è anche il leader siciliano del primo partito del centrodestra – le cui dichiarazioni sui maxi stipendi sono risultate indigeste a molti siciliani. Sono in tanti, dentro e fuori dai palazzi palermitani, a pensare che l’uscita del responsabile dei rifiuti non sia stata sbagliata. Al contrario della difesa del governatore. 

Ne è convinto Figuccia: “Ho ricevuto tantissime telefonate, soprattutto da esponenti del centrodestra, da amministratori locali e sindaci, che hanno detto che ho fatto bene. Magari preferiscono non dirlo pubblicamente… Ma si riconoscono in un centrodestra vicino alla gente”. La querelle tra l’Assessore e il numero uno dell’ARS sembra tutt’altro che risolta. Malgrado gli inviti velati di Musumeci. 

 

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