Caso ODA, il CdA “azzerato” nomina il nuovo presidente della Fondazione

A succedere a monsignor Russo sarebbe Romano Calero, già membro del Consiglio d’Amministrazione

oda

CATANIA – “Chi lo dice che il CdA dell’Oda è decaduto? Il signor Salvatore Gristina? Lo spieghi allo Stato italiano”.
Ad affermarlo è Alberto Marsella, amministratore delegato e membro del Consiglio d’Amministrazione dell’Opera Diocesana Assistenza.

È così la matassa Oda continua ad intricarsi: da una parte Adolfo Landi forte del sostegno del vescovo, dall’altra il CdA che evidentemente non ha mai smesso di operare.

Anzi, recentemente riunitosi avrebbe anche nominato il nuovo presidente. La carica, che corrisponde anche alla presidenza delle Fondazione stessa, era rimasta vacante dopo le dimissioni di monsignor Alfio Russo avvenute lo scorso 19 dicembre.
A succedere a monsignor Russo sarebbe Romano Calero, già membro del Consiglio d’Amministrazione.

La notizia non può non destare dubbi: stando alle note e ai botta e risposta di questi mesi sembra che CdA e commissario vivano gli uffici dell’amministrazione dell’Oda e operino entrambi dalle scrivanie di via Galermo. I primi in forza dello Statuto della Fondazione, il secondo in virtù del decreto di nomina a firma di Sua Eccellenza.

Tutti, a loro dire, legittimamente titolati.

Quale sarà il futuro dell’Oda e dei suoi dipendenti? Come si porrà rimedio al buco da oltre 50 milioni di euro?

“Ci penseremo con il nuovo piano industriale” dichiara ai microfoni di Tribù Alberto Marsella. “Lo renderemo pubblico a breve, così come renderemo noto lo stato debitorio. Di tutta questa vicenda ogni organo competente è stato informato“.

Il riferimento è alla Magistratura, ma anche agli uffici della Santa Sede che come Tribù aveva già raccontato, hanno monitorato da vicino la delicata situazione della diocesi di Catania.

Il comunicato stampa al quale la diocesi aveva affidato il compito di annunciare la nomina del commissario straordianrio Adolfo LAndi aveva definito la scelta di monsignor Gristina “il presupposto soluzione quanto più possibile veloce e definitiva delle problematiche situazioni che affliggono l’Ente”.

La risoluzione è ancora lontana e di chiaro e trasparente, ad oggi, riusciamo a vedere ben poco.

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