Caso ODA, lavoratori contro i sindacati: “Lasciateci la dignità”

I lavoratori dell’Opera rispondono ad alcune sigle: “Cancelliamo la nostra adesione”

Confcooperative

CATANIA – Ancora un intervento sul caso ODA. “In seguito alla presa conoscenza del comunicato stampa, a firma della Ggl, Cisl e Uil, insieme a Fp Cgl, Cisl, Fp e Uil, Fpl di Catania, diramato ieri, un congruo numero d’iscritti si dissociano dal vergognoso contenuto antidemocratico, poiché trattasi di decisione assunta senza consultazione assembleare”.

Lo scrivono in una nota i lavoratori dell’Opera Diocesana di Assistenza, in riferimento alla presa di posizione di alcune sigle sindacali sulla vicenda del commissariamento dell’ente diocesano disposto dall’arcivescovo metropolita Salvatore Gristina.

“Gravissimi fatti” per cui “gran parte dei dipendenti della fondazione, fino a ieri iscritti alle tre sigle sindacali confederali, ci tengono a render nota la loro disapprovazione nei confronti di scelte opportunistiche e non rappresentative assunte dai sindacati confederali, senza previa e doverosa consultazione dei lavoratori iscritti”.

“Pertanto,  non solo si distanziano dalla decisione unilaterale e ‘di parte’ – proseguono i lavoratori – in data odierna, procedono alla cancellazione della propria adesione. E, tutti uniti con il ns. Delegato Unico Amministrativo Alberto Marsella, gridiamo: ‘Lasciateci la nostra dignità lavorativa che Lui ci ha dato!'”.

Il riferimento è al comunicato stampa diffuso ieri dalle predette sigle sindacali sul caso ODA. “Sulla querelle di queste settimane che vede contrapporsi il Consiglio di amministrazione dell’opera diocesana con il suo commissario, le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e UIL, insieme a Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, intervengono per chiedere garanzie sulla tenuta dell’ente e sulla certezza dei servizi agli utenti, in questo caso particolarmente bisognosi di sostegno quotidiano”. “Il sindacato sostiene l’iniziativa del commissariamento intrapresa dall’Arcivescovo di Catania – concludeva la nota di Cgil, Cisl e UIL – affinché si faccia subito chiarezza sul caso”.

Una scelta, quella di Monsignor Gristina, definita dai lavoratori “del tutto arbitraria e ingiustificata”. Massima solidarietà e vicinanza espressa ad Alberto Marsella, “uomo onesto e disponibile al dialogo e alla concordata risoluzione dei problemi che da decenni di gestione irresponsabile affliggono l’ente morale. I dipendenti chiedono a gran voce che l’intervento delle competenti istituzioni possa risolvere in modo positivo il conflitto di attribuzione dei poteri che si è venuto a creare a seguito della decisione assunta dal Vescovo catanese in data 06.03.2017″.

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