Oda: “Il Prefetto superi resistenze Curia e chieda i bilanci”

La lettera di una dipendente della Fondazione

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CATANIA – “Il Prefetto superi le resistenze arcivescovili, chieda i bilanci trascorsi, faccia luce su quei bui cassetti tenuti sempre chiusi”.

Continuano le reazioni dei lavoratori dell’Oda (Opera diocesana assistenza) di Catania dopo il commissariamento della Fondazione deciso dall’arcivescovo metropolita Salvatore Gristina. 

Dopo il comunicato delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil e di Confcooperative in difesa dell’arcivescovo, arriva un’altra lettera di un dipendente alla nostra redazione.

“Nel suo comunicato Confcooperative – si legge nella missiva – sottolinea la prudenza di Monsignor Gristina. Fin troppo prudente in effetti è stato in questi anni, evitando di spendere anche una sola parola, contro chi ha fatto a pezzi la nostra bella città. Silenzio per anni… e ora… evidentemente la gestione arcivescovile necessita  di difesa, così come le sue scelte di commissariamento”. 

“Il pastore – come viene definito nel comunicato – quale gregge ha guidato? Non certo le docili pecore catanesi che ogni giorno lavorando per costruire. Temo invece un branco va di lupi affamati. Da quasi trent’anni lavoro all’Oda, assistendo nel tempo al lento degrado dello stile Oda, accanto a quello della mia amata città. Da chi aspettarsi un cambio di rotta?”

L’attuale CDA ci ha fatto sperare nel desiderato cambiamento – prosegue il lavoratore – che il bene comune potesse prevalere su loschi e miserabili interessi. Io parlo per me e non rappresento nessuno anche se so di proferire parole desiderate quanto impronunciabili per molti. Sono un sognatore, uno di quelli che amano le parole verità, giustizia, dignità. Forse quelli come me vanno rottamati, sostituiti con quelli che tutto purché la barca non si rovesci”.

Soprattutto – conclude amaramente il lavoratore – se la barca è piena di soldi, interessi politici ed elettorali. Lo meritano i lavoratori, lo merita la città di Catania, quella parte di città onesta che ancora spera che le cose possono cambiare”.

 

Nella foto l’ex presidente del Cda Marsella e il neo commissario Landi

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