Musumeci su Pellegrino si raccomanda a Forza Italia e Pogliese addirittura lo difende. Mah!

Il caso del consigliere catanese già segnalato dalla Commissione Regionale Antimafia imbarazza il centrodestra catanese

Pellegrino

CATANIA – “Non ho nulla da aggiungere a ciò che ho detto al Fatto. Può prendere quella dichiarazione e copiarla”. Sono le parole di Nello Musumeci sul “caso Pellegrino” sollevato da Tribù, ripreso in queste ore dalla stampa nazionale.

Sul tavolo la candidatura del consigliere comunale Riccardo Pellegrino alle prossime Regionali. Con Forza Italia, nella coalizione che sostiene Musumeci. Colui che nel 2016, da Presidente della Commissione Regionale Antimafia, mise nero su bianco le vicende familiari del consigliere – il fratello Gaetano è imputato per mafia – e come lo stesso godesse di “una concentrazione di voti nella zona di San Cristoforo […] una delle aree di influenza della famiglia Mazzei”.

Sulla scorta della relazione sulle presunte infiltrazioni mafiose al Comune di Catania, la Procura aveva aperto un’inchiesta per voto di scambio a carico del consigliere. La cui posizione è stata archiviata nel luglio scorso. 

Un anno e mezzo dopo il pacchetto di voti di Pellegrino potrebbe finire nel portafoglio elettorale dello stesso Musumeci. Della vicenda si è occupato oggi anche Il Fatto Quotidiano, a cui Musumeci ha rivolto parole nette.

“Le forze politiche della mia coalizione, nella scelta dei candidati, sono chiamate a osservare rigorosamente l’apposito protocollo della commissione parlamentare nazionale antimafia – ha detto l’ex Presidente della Provincia di Catania al giornale – In aggiunta, chiederò formalmente l’esclusione dalle liste dei familiari di soggetti che, per ragioni etiche, dovessero rivelarsi incompatibili. Alla luce di queste considerazioni so già che Forza Italia non proporrà la candidatura del Pellegrino”.

Porte chiuse quindi all’aspirante deputato regionale, quindi, e ai voti sulla cui provenienza la Commissione aveva acceso i fari.

Caso risolto, dunque? Sembra di no. Nonostante le inequivocabili parole del candidato presidente, Pellegrino tira dritto. “Musumeci non può parlare per Forza Italia, ma soltanto per la sua lista”, replica al FattoStasera il consigliere aprirà ufficialmente la campagna elettorale inaugurando il proprio comitato. Una “discesa in campo” annunciata già da settimane dai manifesti comparsi in tutta Catania.

Nessun passo indietro, quindi. Anzi. La palla passa al coordinatore provinciale azzurro Salvo Pogliese, cui spetta l’ultima parola sulla composizione della lista nel collegio etneo. Forza Italia rinuncerà ad un candidato che ha dimostrato di saper accumulare un ingente patrimonio di voti? Contattato dalla nostra redazione, l’eurodeputato ha annunciato un confronto per le prossime ore: “Abbiamo preso atto della posizione di Musumeci, ci confronteremo per decidere. Pellegrino ha proposto la sua candidatura dopo l’archiviazione dell’indagine a suo carico. L’ufficio politico di Forza Italia ha dato assoluta adesione”. 

“Io conosco Riccardo Pellegrino e non posso che parlarne bene – prosegue il coordinatore di Forza Italia – ho avuto modo di apprezzarlo in questi anni e ritengo che abbia tutto il diritto di candidarsi. Il centrodestra valuterà con grande serenità il da farsi”. Alla domanda sulle vicende giudiziarie del fratello, Pogliese è chiaro: “Non conosco lo stato di famiglia di Pellegrino, se siamo in presenza di persone condannate è un tema, se si aspetta il giudizio è diverso”. Impronta al garantismo, insomma, la posizione dell’eurodeputato. Ma stanti le dichiarazioni di Musumeci il nodo resta tutto da sciogliere.

Da parte sua il candidato alla Presidenza della Regione ostenta fiducia nei partiti: “Le forze politiche sono sufficientemente responsabili, non ho bisogno di supervisionarle – dice ai microfoni di Tribù – Raccomando attenzione alle liste, ma i partiti sono già orientati in questo senso”. Vedremo.

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