Castelvetrano, Viminale manda ispettori per valutare scioglimento per mafia

È questo il primo passo degli accertamenti necessari per capire se, e come, Cosa Nostra sia riuscita a influenzare gli appalti pubblici e l’amministrazione locale

sindaco castelvetrano

CASTELVETRANO (TP) – Il prefetto di Trapani Giuseppe Priolo, su delega del Ministero dell’Interno, ha disposto una commissione d’indagine per valutare se il Comune di Castelvetrano vada sciolto per mafia. 

È questo il primo passo degli accertamenti necessari per capire se, e come, Cosa Nostra sia riuscita a influenzare gli appalti pubblici e l’amministrazione locale. Tre dirigenti della pubblica amministrazione saranno affiancati dalle forze di polizia e dalla DIA per fare luce sui presunti intrecci tra politica e malaffare. Era stato già Claudio Fava, vicepresidente della commissione nazionale Antimafia, a dichiarare “legittimo” lo scioglimento del Comune.

La decisione del Ministero arriva dopo una serie di inchieste della magistratura, ultima delle quali è relativa agli affari degli imprenditori Marco Giovanni ed Enrico Maria Adamo. L’impresa degli Adamo, secondo gli inquirenti, avrebbe ottenuto appalti di grande opere potendo contare sull’appoggio del boss latitante Matteo Messina Denaro. Tra le opere realizzate dagli imprenditori, ci sono anche la diga Delia di Castelvetrano, il metanodotto tra Menfi e Mazara del Vallo e l’Acquedotto Montescuro Ovest, tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani.

Secondo gli investigatori, il figlio Enrico Maria Adamo, consigliere a Castelvetrano eletto nel 2012 e per due volte anche assessore (dal giugno 2007 al novembre 2009 e dal luglio 2009 al maggio 2015 e ), sarebbe diventato amministratore delle aziende di famiglia quando il padre avrebbe temuto di poter essere raggiunto da provvedimenti giudiziari. Il sequestro di beni per 5 milioni di euro risale al febbraio scorso.

È stato poi il collaboratore di giustizia Lorenzo Cimarosa, cugino acquisito di Matteo Messina Denaro deceduto a metà gennaio, a dichiarare di aver incontrato l’attuale sindaco Felice Errante durante la campagna elettorale del 2012: “È venuto a chiedermi i voti con Enrico Adamo, pure lui impegnato in politica”.

Secondo gli inquirenti, anche l’imprenditore Rosario Firenze avrebbe favorito la latitanza di Messina Denaro continuando a gestire i lavori pubblici del Comune di Castelvetrano grazie a diversi prestanome. Nonostante l’interdizione della Prefettura risalente a tre anni fa. Il sistema eretto ad hoc per pilotare le gare d’appalto, a favore di Saro Firenze, avrebbe goduto anche dell’aiuto di alcuni funzionari comunali “infedeli”.

La Commissione che si è insediata questa mattina avrà ora il compito di verificare le presunte infiltrazioni e relazionare al Ministero dell’Interno, che potrebbe decidere di proporre lo scioglimento del Comune per mafia. Nel frattempo, a Castelvetrano ci si prepara per le prossime elezioni di maggio. E di Messina Denaro, non c’è ancora nessuna traccia.

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