Catania, i “morti” portano Berlusconi, Meloni e Salvini

Ieri il Cavaliere ha arringato il suo popolo dal palco del teatro Politeama di Palermo. Oggi replica a Catania, dove sono presenti anche i leader di Lega e Fratelli d’Italia

CATANIA – Ai tempi dell’ultima visita, durante la campagna elettorale per le politiche del 2008, Silvio Berlusconi era ancora il dominus della politica italiana e si preparava a tornare al governo per la terza volta. E la città ai piedi dell’Etna, amministrata dal medico-erborista Umberto Scapagnini, avrebbe portato il suo degno contributo al trionfo elettorale del Cavaliere con il 50,2 % dei voti, dato più alto per un capoluogo italiano.

Nove anni dopo di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Il leader di Forza Italia ha compiuto ottantun anni e da tempo non siede più a Palazzo Chigi. Gli effetti di una condanna definitiva a tre anni per evasione fiscale lo rendono incandidabile fino al 2019. Un certo numero di processi e indagini in corso – l’ultima, come mandante delle stragi del ’93, giunta in questi giorni da Firenze – suggerirebbero di mantenere un basso profilo e attendere serenamente le sentenze. Esattamente il contrario di ciò che fa Berlusconi, che di uscire dall’arena politica non ha la minima intenzione. E in questo finale di campagna elettorale per le Regionali siciliane – da tutti considerate viatico per le Politiche del 2018, tranne che da Renzi, che rischia di perderle – scende in Sicilia per tirare la volata al candidato del centrodestra Nello Musumeci.

Ieri il Cavaliere ha arringato il suo popolo dal palco del teatro Politeama di Palermo. Oggi replicherà a Catania, dove lo stato maggiore della coalizione terrà tre diverse incontri in sostegno di Musumeci. Si comincia nel pomeriggio in piazza Stesicoro con Giorgia Meloni, per poi spostarsi alle Ciminiere con Berlusconi e concludere a sera con il comizio di Matteo Salvini in Piazza Teatro. Non è chiaro se i leader del centrodestra si troveranno insieme su uno dei tre palchi. Salvini ha assicurato di passare dalle Ciminiere, ma pare che sia da escludere un suo intervento. Ognuno parlerà alla sua gente, in attesa di contare i voti nelle urne il cinque novembre. Dove pare chiaro che Forza Italia la farà da padrone nel centrodestra. 15% la percentuale di soddisfazione stabilita dal coordinatore regionale Gianfranco Micciché. Che in un’intervista a La Repubblica rivendica di aver ricostruito un partito ridotto sull’isola ai minimi termini.

Ma anche di aver messo in lista gli impresentabili che tanto imbarazzo hanno creato a Musumeci. Il viceré di Sicilia rivendica la candidatura di Luigi Genovese “Non me ne pento, è un bravo ragazzo. Il padre forse ha fatto una minchiata, ma lui non c’entra” – mentre su Antonello Rizza, ex sindaco di Priolo Gargallo plurindagato e arrestato due settimane fa per truffa e turbativa d’asta, ammette di aver sbagliato. Ad indurlo in errore l’avvocato dell’ex primo cittadino: “Mi ha fatto vedere le carte, dicendomi che al massimo poteva essere condannato per un reato di poco conto. È stato un mio errore, questo lo riconosco”. Quali siano “i reati di poco conto” tra le 22 imputazioni di Rizza – tentata concussione, corruzione elettorale, tentata violenza privata, associazione a delinquere, falso in atto pubblico, truffa, intralcio alla giustizia, tentata estorsione, turbata libertà di scelta del contraente – non è dato sapere.

Nessun riferimento al caso di Riccardo Pellegrino, che oggi sarà in prima fila ad applaudire Berlusconi alle Ciminiere, insieme ai candidati di FI nel collegio di Catania. A confermarlo il coordinatore provinciale Salvo Pogliese, che si dice certo del buon risultato degli azzurri: “Catania ha sempre regalato a Forza Italia e al centrodestra eccezionali risultati”. E le polemiche sugli impresentabili, le tensioni nella coalizione, gli aut aut di Musumeci – caduti nel vuoto – alla candidatura di Pellegrino? Acqua passata.

Stasera tutti ad applaudire Berlusconi alle Ciminiere, nella grande sala da 800 posti che secondo gli organizzatori dovrebbe andare stretta. Il bagno di folla del Cavaliere dovrà fare i conti con quello del Movimento Cinque Stelle, che proprio a Catania la scorsa settimana aveva riempito piazza Università. Il leader di FI preferisce restare al chiuso. Per incontrare la sua gente, i suoi dirigenti e i suoi candidati. Anche quelli che le malelingue e la stampa – che ai piedi dell’Etna è notoriamente di estrema sinistra – hanno definito “impresentabili”.

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  • Un corruttore prescritto, capace “con assoluta coscienza e volontà di corrompere” di stravolgere la politica di un paese, comprando senatori della repubblica e facendo cadere un governo democraticamente eletto.

    Lo stesso capace di far spergiurare quasi un intero parlamento sulla parentela di una minore con un presidente egiziano.

    Praticamente una violenza alla memoria di chi, per farci avere una Repubblica, con un Senato ed un Parlamento, ci ha rimesso il sangue, la pelle.

    Questo soggetto stasera parlerà di patria, di democrazia, di regole, di giustizia, di capacità, di onorabilità.

    Questo soggetto sostiene la candidatura di un presidente di commissione antimafia che accetta impresentabili da qualsiasi lista lo appoggi.

    Purtroppo troverà un’ampia platea plaudente, il che significa che veramente non c’è più speranza per un Paese così ridotto, figuriamoci per quella parte di questo Paese che ormai puzza di morto da decenni.

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