Catania, ecco il costo della “casta”: oltre 170.000 euro al mese

Oltre due milioni di euro all’anno, più di dieci milioni a sindacatura, per mantenere poco più di cento “eletti”

CATANIA – 172.814,11 euro al mese. E’ il costo – per chi se lo fosse chiesto – della democrazia nella città di Catania. Della democrazia partecipativa, in effetti: la cifra corrisponde infatti alle indennità corrisposte mensilmente a tutti gli eletti del nostro Comune, dal primo cittadino all’ultimo – si fa per dire – consigliere municipale.

Un fiume di soldi, come si evince facendo le somme: oltre due milioni di euro all’anno, più di dieci milioni a sindacatura per mantenere un numero relativamente ristretto di persone. Cifre enormi, per una città che lotta giornalmente per la sopravvivenza: eppure è così, la “casta” cittadina tanto costa e non c’è da meravigliarsi che sia divenuta negli ultimi anni argomento di dibattito a livello regionale e nazionale.

172.814,11 euro al mese, dunque. La cifra, calcolata da Tribù sulla base del documento prodotto dal Comune per il gennaio 2017, tiene conto delle indennità lorde di tutte le cariche cittadine elettive, cominciando dal sindaco Enzo Bianco per arrivare fin dentro le ex-municipalità.

Secondo il documento pubblicato sul sito del Comune, al netto di eventuali rinunce a gennaio il primo cittadino ha goduto di 4867,82 euro di indennità. Poca roba rispetto alla retribuzione del vicesindaco Marco Consoli, che si conferma ancora una volta il “paperone” del gruppo come già rilevato da Tribù in un altro approfondimento. Il vice di Enzo Bianco guadagna 5111,21 euro al mese: più del venerato primo cittadino, che si attesta comunque ben sopra la media dei consiglieri comunali catanesi che percepiscono poco più di 2000 euro al mese.

Fin qui nulla di nuovo, nonostante la notizia dell’imputazione coatta che interessa trentaquattro consiglieri non sia affatto secondaria. A stupire, nella cifra complessiva, è il peso delle indennità dei rappresentanti circoscrizionali: i quali abbondano per numero – sono quasi 100 – ma non per risultati, posto il ruolo principalmente consultivo della carica e la gestione non sempre onorevole della stessa (vedi il caso del consigliere finito agli arresti per falsa testimonianza e associazione a delinquere finalizzata alle truffe alle compagnie assicurative).

Sfogliando sempre le carte relative a gennaio 2017, il rimborso spese medio per un consigliere è di 666,98 euro al mese. Una cifra di per sé insufficiente a vivere tranquillamente, ma pur sempre “comoda” in tempi in cui si è costretti a parlare di reddito di cittadinanza per far pronte alle esigenze delle fasce più povere della popolazione, prive dei privilegi della casta.

Bisognerà poi aggiungere che ai sensi della legge regionale n.11 del 26 giugno 2015, il Comune di Catania – insieme a Messina e Palermo – avrebbe dovuto cedere alle circoscrizioni alcune competenze, così da garantire loro una migliore azione sul territorio.

Ad oggi però la legge non è stata applicata e a pagarne, ancora una volta, è il cittadino che a fronte del costo mensile che vi abbiamo qui mostrato non riceve indietro l’efficienza amministrativa che la legge prevede.

COMPENSI GENNAIO 2017

 

 

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