Catania, getta candeggina sul volto della fidanzata. Compagno violento arrestato dalla Squadra Mobile

Accade in piazza Federico di Svevia, uno dei luoghi della movida su cui si affacciano molti ristoranti e dove passeggiano ogni sera migliaia di giovani

Candeggina sul volto di una donna. Accade a Catania, in piazza Federico di Svevia, uno dei luoghi della movida catanese su cui si affacciano decine di ristoranti e dove passeggiano ogni sera migliaia di giovani. 

Proprio lì, in uno dei caseggiati che circondano il Castello federiciano, si è consumato l’efferato atto di violenza. Responsabile un uomo di trentanove anni, Pacetto S., che si sarebbe accanito contro la fidanzata. Agghiacciante la descrizione degli inquirenti: “Alle ore 06:20 circa, personale dipendente delle volanti si recava presso un’abitazione ubicata in piazza, ove erano state segnalate urla di una donna. Giunti sul posto, gli operatori traevano in arresto per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento di un bene dello Stato e lesioni personali il soggetto suindicato in quanto lo stesso poco prima aveva insultato, strattonato e colpito con uno schiaffo la propria fidanzata, nonché le aveva scagliato contro un secchio colmo d’acqua mista a candeggina”.

Non contento, l’individuo ha opposto resistenza agli uomini della Squadra Mobile minacciandole e sferrando calci e pugni, e sfondando con un calcio il lato interno della portiera posteriore sinistra. Gli inquirenti hanno mantenuto il riserbo sulle condizioni della vittima. 

Si tratta soltanto l’ultimo caso di una scia di violenza che negli ultimi anni sta riguardando le donne italiane, oggetto di violenza da parte di cosiddetti “uomini” – spesso fidanzati, mariti o congiunti – convinti di esserne i proprietari. Violenza che non di rado hanno portato alla morte delle vittime, e all necessità di coniare un termine nuovo: femminicidio. L’intervento delle Forze dell’Ordine ha evitato alla poveretta guai peggiori.

L’augurio per lei è che il volto non abbia subito lesioni permanenti e che possa riprendersi anche psicologicamente dalla violenza subita. Per la nostra società, è di aprire gli occhi su un problema sempre più pressante, quale quello della violenza sulle donne, e oppure validi strumenti coercitivo e sopratutto educativi per evitarlo. Non è possibile che mentre la violenza impazza per il mondo le nostre case diventino non un rifugio, ma una trappola. 

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