Catania, la Corte dei Conti decreta il dissesto. Debiti per 1,6 miliardi di euro

La notizia è arrivata a metà mattina, proprio nel giorno in cui il sindaco Salvo Pogliese e l’Assessore al Bilancio Giuseppe Bonaccorsi avevano programmato una conferenza stampa sullo stato delle finanze comunali. I giudici contabili hanno dichiarato il dissesto del Comune di Catania. Con un documento di settanta pagine che contiene anche l’esito dell’audizione dello scorso 4 maggio, quando l’allora sindaco Enzo Bianco si era recato a Palermo per rispondere ai rilevi della Corte che già da mesi paventava il default del capoluogo etneo. Oggi la conferma che esistono le condizioni per la dichiarazione del dissesto.

In mattinata il sindaco Pogliese ha annunciato che valuterà il ricorso dopo la lettura delle motivazioni della corte. “Vi ho promesso che avrei parlato il linguaggio della verità e della trasparenza – ha scritto in una nota il sindaco – lo faccio anche oggi in uno dei momenti più difficili nella storia recente della nostra città. Questa mattina è arrivata la comunicazione da parte della Corte dei Conti, relativa alla deliberazione assunta nell’adunanza dello scorso 4 maggio. Con essa la Corte accerta la sussistenza delle condizioni di dissesto finanziario del Comune, relative in particolare agli anni 2016 e 2017. Arriva nel giorno in cui abbiamo illustrato, nel corso di una conferenza stampa, l’entità del debito del Comune: 1.580.078.603,99 euro, secondo la ricognizione effettuata dall’assessore Bonaccorsi con gli uffici comunali. Esattamente: 1.274.294.159,53 euro di debito e 332.784.444,46 di interessi”.

“Tra questi numeri rileva il dato molto significativo relativo alle tasse comunali – prosegue il primo cittadino – per entrate accertate (per il 2017) di 278.260.150 euro, il riscosso è di 210.914.396 (quasi settanta milioni in meno), con il dato significativo della Tari per cui viene riscosso solo il 50%. È vero che ci sono molti nostri concittadini che non possono pagare, ma è altrettanto vero che ci sono tanti furbi, insieme ad una disfunzione nel sistema di riscossione. Adesso dobbiamo valutare ciò che è meglio per la città. Invito tutti al senso di responsabilità, non è il momento delle polemiche e non ne farò; anche se le modalità di deliberazione della Corte individuano abbastanza chiaramente quello che è accaduto negli anni scorsi”.

“Avvieremo un confronto nel merito con la politica regionale e nazionale – conclude Pogliese – Catania è la decima città d’Italia, una delle più importanti di questo Sud che arranca, ci assumiamo le nostre responsabilità ma abbiamo bisogno di essere supportati nel percorso di risanamento. Chiedo a tutti responsabilità e attaccamento alla nostra città e alla nostra comunità, certo che saranno questi due fattori a fare la differenza”.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco: “Abbiamo massimo rispetto per la Corte dei Conti siciliana ma la sua decisione appare ingiusta e sbagliata – ha detto l’ex primo cittadino – e tutta la città deve contrastarla con un doveroso ricorso a Roma alle Sezioni riunite della Corte stessa, come fatto in casi analoghi con successo da altri Comuni”.

“Ho evitato in questi 5 anni come sindaco che la città andasse in dissesto – ha aggiunto Bianco – e lavorerò anche oggi per il medesimo obiettivo e per il bene della nostra Catania. La città, dunque, si mobiliti per il ricorso e lavoriamo tutti insieme per salvarla dal dissesto”.

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