La Catania randagia che non sa trovare una casa ai quattro zampe

I controlli effettuati dalle Forze dell’Ordine presso alcuni canili riaprono il dibattito sulla capacità del Comune di gestire il randagismo

 

CATANIA – Che il contenimento del randagismo non sia un problema secondario per le amministrazioni pubbliche sarà comprensibile a chiunque non speri di trovarsi da solo di fronte a un branco di cani selvatici e aggressivi. Che una grande città come Catania non sia in grado di controllare detto fenomeno sarà forse meno comprensibile. Eppure è questa la condizione del capoluogo etneo, incapace di risolvere il problema degli animali selvatici – cani in primis, ma si parla anche di gatti – limitandosi a volte a soluzioni accomodatorie, come dimostrano recenti controlli effettuati dalla Polizia su “strutture ricettive” trovate prive dei requisiti previsti per chi scelga di ospitare i quattro zampe.

Il fatto curioso è che dette strutture ospitano animali per conto del Comune, e in certi casi su terreni di proprietà del medesimo. A rivelare il paradosso, nei giorni scorsi, un’operazione del Commissariato Borgo-Ognina, che ha verificato le condizioni del canile situato alla Playa di Catania presso cui sono ospitati ben ottantadue cani. Peccato che la struttura abbia mostrato alle Forze dell’Ordine parecchie carenze, sin dallo stato delle strutture utilizzate per ospitare gli animali.

POTENZIALE PERICOLO – “Criticità significative”, annotano gli inquirenti, tali da far dubitare del trattamento riservato alle bestie affidate al canile. Che sarebbe peraltro abusivo e privo di veterinario. Un quadro a dir poco desolante, completato dall’assenza di recinzioni per il contenimento degli ospiti della struttura. Che lasciati liberi di entrare e uscire avrebbero causato diversi episodi di pericolo nelle zone limitrofe al canile, con diverse denunce di aggressione da parte dei cittadini incolpevoli.

Per questo stato di cose i responsabili del ricovero della Playa sono stati sottoposti a indagine, per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e perché i rifiuti organici della struttura sarebbero stati smaltiti in modo illegale.

Ma è un altro aspetto a sorprendere. Come accennato sopra, la struttura ospita i quattro zampe per conto del Comune. Che dovrà provvedere al loro mantenimento – a norma di legge i randagi sono proprietà del Sindaco – sostenendo economicamente ricoveri e canili. Nelle more di dotarsi di strutture proprie, Catania si avvale di centri privati. Sui quali l’attenzione degli inquirenti si era accesa già nelle settimane scorse, con un controllo effettuato presso una struttura di San Giovanni Galermo, probabilmente la maggiore tra quelle che collaborano con il Comune.

Anche lì gli uomini della Polizia avevano trovato condizioni igieniche precarie. Nelle scorse ore il blitz al canile della Playa: il quale non soltanto riceveva in gestione dal Comune decine di quattro zampe, ma sorge su un’area di proprietà del Comune stesso. Nulla di troppo distante dalle capacità di controllo dell’Amministrazione, che deve però aspettare un’operazione di Polizia per rendersi conto di come stiano le cose.

LA DENUNCIA DI “FREE GREEN” – “Il Sindaco e l’Assessore all’Ecologia non possono trattare i cani randagi come problemi di cui disfarsi – attacca a proposito l’associazione Free Green Sicilia tramite il portavoce Alfio Lisi i Servizi Veterinari dell’ASP di Catania non potevano non conoscere (essendo un loro compito ed in quanto tale ingiustificabile situazione risalirebbe all’amministrazione precedente) l’esistenza di un rapporto istituzionalizzato, anche se si sconoscono gli estremi del rapporto, tra il Comune di Catania ed il canile abusivo della Playa, che non avrebbe alcun requisito di legge per poter avere rapporti di qualsiasi natura con un Comune”.

Chi di dovere avrebbe dovuto vigilare, insomma, invece di continuare a sostenere la struttura abusiva continuando a ricoverarvi gli amici a quattro zampe per mettere una toppa provvisoria al problema. “Siamo o non siamo una città europea?”, si chiede Free Green Sicilia, attestando una volta di più come una grande città non dovrebbe avere simili problemi nell’affrontare un fenomeno importante (ma non insuperabile) quale il randagismo. In attesa della prossima operazione della Polizia, la domanda resta aperta. 

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