Morbillo, un 42enne morto al “Ferrarotto” di Catania

Il paziente aveva avuto i primi sintomi l’8 settembre, uno stato febbrile, poi nell’arco di 48 ore è comparso l’esantema. Era immunodepresso e non era vaccinato

CATANIA – Un nuovo caso di morte per morbillo, il quarto nel 2017, un quarantaduenne di che perde la vita per una malattia che sembrava debellata da tempo. Il paziente è deceduto una decina di giorni fa nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale “Ferrarono” di Catania, ma la notizia è diffusa solo oggi dal bollettino settimanale del Ministero della Salute,

L’Azienda sanitaria provinciale di Catania ha notificato il caso il 20 settembre scorso. Il 42enne aveva avuto i primi sintomi l’8 settembre, uno stato febbrile, poi nell’arco di 48 ore è comparso l’esantema. L‘uomo era immunodepresso e non era vaccinato. Gli esami specifici hanno confermato la diagnosi di morbillo (PCR positiva). La trasmissione della malattia, come ipotizzato dall’indagine epidemiologica, pare sia avvenuta in ambito familiare.

Il paziente – spiega a Tribù il dottor Arturo Montineri, direttore del reparto di Malattie infettive del Ferrarotto – era affetto da neoplasia ad interessamento polmonare. Visto il quadro di gravi condizioni generali è difficile stabilire se la morte sia dovuta al morbillo. Anche gli altri tre decessi registrati nel 2017 in Italia hanno riguardato pazienti immunodepressi o con gravi patologie di base”.

“È un classico caso di malattia prevedibile, che colpisce un soggetto ‘fragile’ , proprio il cluster che più di altri beneficerebbe della vaccinazione, semplicemente seguendo protocolli da tempo validati basati forti evidenze scientifiche”, commenta Giuseppe Giammanco, direttore generale dell’Asp etnea.

Fino a oggi, in Italia, il morbillo ha colpito 4.575 persone, 88% delle quali non vaccinate e il 6% vaccinate con una sola dose. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, almeno il 35% delle persone colpite ha avuto una complicanza e il 44% è stato ricoverato in ospedale.

A CATANIA 165 CASI NEL 2017  – “Dall’inizio dell’anno a Catania abbiamo avuto 165 casi, numeri inconsueti e molto alti che sono legati alle mancate vaccinazioni”, afferma il dottor Mario Cuccia, responsabile del servizio epidemiologia dell’Asp etnea, aggiungendo che “ci sono anche casi di persone vaccinate, ma sono pochi e il quadro clinico è molto più lieve”. Si è alzata anche l’età media – aggiunge – si attesta intorno ai 23 anni, con casi limiti che sono un bambino di pochi mesi e un 59enne. Non è più una malattia dell’infanzia”. 

In atto c’è  un’epidemia di morbillo che ha picchi più alti del solito, è più prolungata nel tempo e che tende a colpire non soltanto l’infanzia, ma anche gli adulti”, conclude l’epidemiologo dell’Asp di Catania sottolineando che “l’unica strada è la prevenzione, e quindi i vaccini”.  

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