Primarie, a Catania vince Renzi. Specie nei quartieri “caldi”

L’ex premier ottiene ai piedi dell’Etna il 61%. Orlando al 27%, Emiliano al 12%. Affluenza alta sopratutto nei seggi “caldi”. Tutti i big nel listino collegato

vince renzi

CATANIA – Alla fine vince Renzi, anche nella città che appena cinque mesi fa gli aveva riservato il record nazionale di No al referendum. L’ex premier ha incassato alle primarie catanesi il 61% dei voti: un dato più basso rispetto a quello generale – che vede il neo-segretario trionfare con oltre il 70% – ma coerente con il risultato del voto dei circoli che aveva mostrato come in città pesasse molto la mozione Orlando.

Il Guardasigilli ha ottenuto infatti il 27%, mentre il governatore della Puglia Michele Emiliano ha conseguito il 12%. 

PRIMARIE TROPPO APERTE? – Un 61% che è comunque una netta vittoria, quello ottenuto da Renzi, appunto speculare alla debacle del 4 dicembre. Una battaglia diversa, quella vinta ieri dall’ex premier. In gioco la riconquista del Partito Democratico, affidata al voto di tesserati e simpatizzanti secondo la formula delle primarie “aperte” lanciata nel 2013.

Fin troppo aperte, secondo alcuni. In tanti nelle ultime ore hanno guardato con sospetto al dato territoriale, sopratutto a quello dei quartieri “caldi” che si scoprono pieni di simpatizzanti del Partito Democratico. Centinaia di elettori disposti a sacrificare un domenica di ponte – con tanto di sole – per andare a spendere due euro e votare il nuovo segretario del PD.

Oltre ventisettemila soltanto a Catania e provincia, con le concentrazioni maggiori nei seggi periferici. Dove proprio il neo-segretario ottiene percentuali ottime.

I miracoli della democrazia, si dirà. Anche se diverse segnalazioninon ultime le verifiche effettuate da Tribù al gazebo di Corso Indipendenza raccontavano una situazione diversa, con molti dubbi su chi i due euro dovesse prenderli e chi darli. Altrove è andata peggio: come a Gela, dove la commissione nazionale ha annullato il voto avendo scoperto un seggio “occulto” all’interno di una sede PD.

I CATANESI IN ASSEMBLEA – Bisbigli, sospetti, insinuazioni. Ma vince Renzi, con un risultato frutto di un lavoro certosino sul territorio. Le prossime ore ci diranno quanti e quali seggi scatteranno nei listini collegati alla mozione dell’ex premier. A guidare la lista per Catania città il deputato regionale Luca Sammartino, seguito da Ersilia Saverino, Gianfranco Vullo, Francesca Raciti, Giovanni Barbagallo e Francesca Ricotta.

La lista provinciale vede capolista l’Assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo, seguito da Valeria Sudano, Raffaele Nicotra, Adele Trovato, Giulio Seminara e Francesca Di Bella. Tra costoro molti – se non tutti – andranno a costituire la nuova maggioranza renziana in Assemblea Nazionale PD.

Lo zoccolo duro che avrà il compito di blindare le decisioni del Segretario e assecondarne la strategia politica nazionale. Che nel caso di Renzi, si sa, punta dritto a Palazzo Chigi. Vedremo che ruolo avranno Catania – e la Sicilia – in questo progetto.

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  • Un risultato , chiaro e cristallino ( circa il 75% ) di due milioni d’Italiani hanno ripescato Renzi e mandato in soffitta il risultato del 4.12.2016 ( referendum ). In altri termini uno sparuto gruppo d’italiani ha cancellato il pensiero di milioni e milioni di uomini liberi . Adesso il governo della Boschi e di Lotti ( Gentiloni ) è più forte , può continuare fino a fine legislatura . Un gruppo oligarchico di politici , senza essere stato scelto dagli elettori continuerà indisturbato a distribuire denari pubblici a banchieri e società in perdita. Solo un piccolo inciso su Catania , hanno votato Renzi in parecchi nei quartieri a rischio e periferici ( ognuno tragga le proprie conclusioni ), un vero de javu . È la riconferma del ritorno al passato , quando in parecchi erano costretti a votare con precise indicazioni. A questo punto non resta che aspettare un anno e nel 2018 con una piccola matita cancellare definitivamente il voto di ieri. Dimenticavo in politica , la matematica è un opinione psicologicamente adattabile a tutte le stagioni e a misura per pochi ” unti “.

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