Riina jr, l’ultima provocazione: ‘Papà tra gli italiani famosi nel mondo’

 Il rampollo del boss ha da poco dato alle stampe un libro sulla famiglia

PALERMO – Il post risale allo scorso 20 aprile, e commenta la foto di una parete dove stanno appesi Roberto Baggio, la Nazionale Italiana del 2006 e un sorridente Totò Riina: “Alcuni miei grandi amici della Romania, si sono trovati in questo ristorante, e guarda guarda che fotografia c’era sulla parete assieme ad altri personaggi

Palermo, confiscato l’impero del boss “Viciuzzo” Graziano

Il valore dei beni sequestrati è di 30 milioni di euro

PALERMO – Sigilli al ‘tesoro’ da 30 milioni di euro di Vincenzo Graziano, 66 anni, soprannominato “Viciuzzu”, componente della famiglia mafiosa del quartiere Acquasanta, arrestato nel 2008 nell’operazione “Addiopizzo” e nel 2014 nell’operazione “Apocalisse”. I Carabinieri hanno confiscato i beni in possesso o riconducibili a Graziano,  che secondo l’indagine, sono frutto del reinvestimento dei capitali acquisiti

Mafia, Dia confisca beni a imprenditore vicino ai “Carateddi”

Il valore del patrimonio confiscato è di oltre 1,3 milioni di euro

  CATANIA – Personale della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, su proposta del Direttore Nunzio Antonio Ferla, sta eseguendo il decreto di confisca beni emesso dalla sezione penale del  Tribunale di Siracusa, nei confronti di Francesco Pasqua, imprenditore 58enne di Augusta (Sr) operante nel settore del movimento terra e del trasporto merci conto terzi. Il valore

Operazione ‘Goodfellas’: boss latitante preso all’aeroporto di Catania

Giuseppe Arcaria, ritenuto il capo del clan di Leonforte, è stato arrestato dalla Polizia appena sbarcato da Malta

CATANIA – E’ durata poco più di 48 ore la latitanza di Giuseppe Arcaria, il nono indagato nell’ambito dell’operazione antimafia “Goodfellas”, condotta dalla polizia di Enna e dalla Dda di Caltanissetta che ha sgominato il clan di Cosa nostra che operava a Leonforte e in un vasto territorio dell’Ennese, con il diretto controllo del boss di

Bindi: “In ospedale Totò Riina è curato meglio che a casa”

Sopralluogo dell'Antimafia all'ospedale di Bologna dove è ricoverato il boss corleonese

riina

ROMA – “E’ curato meglio che a casa”. Dopo le polemiche scaturite dalla pronuncia della Cassazione sulla carcerazione di Totò Riina hanno spinto ieri la Commissione nazionale antimafia a fare un sopralluogo all’ospedale Maggiore di Bologna dove il Capo dei capi di Cosa nostra è ricoverato da quasi due anni in regime di 41 bis.

Mafia: Graviano, il coltello e i tanti dubbi sulle intercettazioni

Il boss al 41 bis nascondeva nella sua cella un'arma da taglio. Un fatto grave e preoccupante che passerà forse in secondo piano nel dibattito 

graviano

Un coltello nascosto nell’intercapedine del letto. Giuseppe Graviano, boss di Cosa Nostra attualmente al 41 bis, deteneva un’arma da taglio nella sua cella. Un fatto incredibile, scoperto circa un mese e mezzo fa, che ha portato all’immediato trasferimento dell’ergastolano dal carcere di Ascoli Piceno a quello di Terni. E all’ovvia domanda su come un detenuto al carcere duro possa trovarsi in possesso di un coltello, sforando i controlli presumibilmente severi della prigione

Stato-mafia, Graviano: “Berlusconi mi ha chiesto questa cortesia…”

Il boss di Brancaccio intercettato in carcere a colloquio con un altro detenuto

mafia

PALERMO – “Berlusca mi ha chiesto questa cortesia … per questo c’è stata l’urgenza. Lui voleva scendere … però in quel periodo c’erano i vecchi e lui mi ha detto ci vorrebbe una bella cosa”. A parlare è il boss di Brancaccio, Giuseppe Graviano, intercettato mentre parla con un altro detenuto, Umberto Adinolfi, con cui

Dia, nuovo sequestro a Pruiti, reggente dei Santapaola sui Nebrodi

Nel mirino degli uomini Direzione Investigativa Antimafia di Catania i rapporti economici delle famiglie di Cesarò e Bronte

CATANIA – Un anno e mezzo di lavoro, migliaia di pagine sfogliate e centinaia di rapporti economici controllati. E’ l’attività investigativa che ha consentito agli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catania di sequestrare un ingente patrimonio nelle disponibilità di Giovanni Pruiti, reggente del clan Santapaola-Ercolano a Cesarò e referente per la zona di Bronte. Un

Grasso a Riina: “Stop a 41 bis? Dica nomi dei mandanti delle stragi”

Il presidente del Senato: "La legge dà la possibilità di interrompere il carcere duro collaborando"

ROMA – “Non dobbiamo dimenticare che Riina è ancora il capo di Cosa Nostra e che la legge può dare la possibilità di interrompere il regime del 41bis collaborando. Riina potrebbe ottenere la cessazione delle misure facendoci sapere chi erano queste persone importanti che lo hanno contattato prima di fare delle stragi“. Cosi Pietro Grasso, presidente

Mafia, sgominato l’asse della droga Ragusa-Gioia Tauro-Malta

Nella notte 19 arresti tra Calabria e Sicilia. Come funzionava il "sistema illecito integrato" tra i clan di Cosa Nostra e le 'ndrine calabresi

Ragusa

Un “sistema illecito integrato” tra i clan di Cosa Nostra di Ragusa e le ‘ndrine calabresi della Piana di Gioia Tauro. Una sorta di do ut des che avrebbe consentito ai siciliani di acquistare partite di droga in Calabria e ai calabresi di razziare capi di bestiame in Sicilia, reinvestendo i proventi di tali attività in ulteriori illeciti. E’ quanto ha rivelato l’indagine dei Carabinieri di Ragusa, che alle prime luci dell’alba di oggi hanno eseguito diciannove arresti e dato luogo a decine di perquisizioni