Ecco chi c’è dietro Laspiapress e il suo direttore condannato

Comincerà il 26 febbraio del prossimo anno, di fronte al Tribunale di Cuneo, il processo a carico di Pietro Agen e Ignazio De Luca

Comincerà il 26 febbraio del prossimo anno, di fronte al Tribunale di Cuneo, il processo a carico di Pietro Agen e Ignazio De Luca.

Il Presidente della Camera del Sud Est, a lungo ai vertici di Confcommercio Sicilia, è chiamato a rispondere di falso in atto pubblico. Secondo i magistrati cuneesi, avrebbe rilasciato a Ignazio De Luca – titolare del sito laspiapress.it, già condannato in primo grado a sei anni e tre mesi per truffa e peculato nella gestione dell’Ipab “Santa Maria del Lume” di Catania – di utilizzare a titolo gratuito un immobile di sua proprietà sito in San Giacomo Di Roburent. Autorizzazione che il De Luca avrebbe utilizzato ai fini dell’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, “così rilasciando dichiarazioni non corrispondenti alla realtà non risultando lo stesso aver mai risieduto presso tale indirizzo“. Indirizzo presso il quale, peraltro, risulta residente nello stesso decreto di citazione emesso dai magistrati.

Lo stesso De Luca, poi, negli adempimenti per l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, avrebbe dichiarato falsamente “di non aver riportato condanne penali […], così rilasciando dichiarazioni non corrispondenti ai dati emergenti dal certificato del casellario giudiziario”. Un’omissione non da poco, visto che per quella vicenda De Luca fu anche arrestato dalla Guardia di Finanza di Catania nel 2012. Per questo motivo, nelle more del processo, il Consiglio di disciplina dell’Ordine piemontese in data 21 giugno 2018 ha comminato la sanzione della sospensione per 12 (dodici) mesi prevista dalla legge n. 69/1963.

Questi i fatti che emergono dalla citazione in giudizio della Procura di Cuneo che mettiamo a disposizione dei lettori. Lasciamo ai lettori ogni considerazione sull’opportunità che il vertice di un’istituzione come la Camera del Sud Est rimanga al suo posto in presenza di un’accusa pesante come il falso in atto pubblico.  E lasciamo ai lettori di valutare la gravità dei comportamenti di De Luca, che infischiandosene della sospensione – e aggiungendo dunque un altro abuso al suo lungo curriculum – continua a firmare articoli diffamatori sul suo sito, cercando di intimidire nell’assordante silenzio della città. 

Citazione a giudizio DE LUCA

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  • Cominciamo col chiederci chi c’è dietro queste figure perché in nessun altro paese civile al mondo potrebbero continuare a mantenere le loro posizioni pubbliche o private e proseguiamo poi con un amaro commento riferendoci al gattopardiano cambiare tutto perché nulla cambi. siamo alle solite il potere per il potere È l’arroganza che lo sorregge a mò Di colonna

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