“Che bello stuprare i bambini”, Don Di Noto denuncia il silenzio

Pagina choc su Fb, in centinaia hanno messo ‘mi piace’

“Che bello stuprare i bambini. Sì alla pedofilia”. Se qualcuno si chiedeva nel Novecento dove fosse Dio, oggi la domanda è: dov’è l’uomo?

Le indagini della Procura Distrettuale di Catania sono arrivate in Lombardia. Sotto la lente degli inquirenti è finita una pagina Facebook raccapricciante, fondata da un 21enne disoccupato di Monza su un inequivocabile anti-valore: l’esaltazione della violenza sessuale sui bambini.

E’ questa l’accusa, contestata oggi al giovane indagato per istigazione a pratiche di pedofilia e pedopornografia. Il provvedimento fa seguito alle indagini del Compartimento Polizia Postale Sicilia Orientale avviate dopo la segnalazione di Don Fortunato Di Noto, presidente dell’associazione Meter, da quasi 30 anni in prima linea contro lo sfruttamento dei minori.

E’ uno dei primi casi in Italia in cui è stata applicata la norma del Trattato di Lanzarote che persegue chi pubblicamente istiga alla pedofilia e alla pedopornografia. Una norma non recentissima, fortemente voluta da Don Fortunato Di Noto, introdotta nel 2012 e applicata dalla PolPosta di Catania in un solo altro caso.

La pagina è stata oscurata e gli agenti della PolPosta hanno perquisito l’abitazione del 21enne, sequestrando computer e smartphone da cui sarebbe emersa la sua gestione da amministratore. Gli investigatori dovranno ora verificare se, su quei dispositivi, è presente anche materiale pedopornografico.

Il fenomeno è continuamente monitorato dalla Polizia Postale nazionale che svolge un’intensa attività di controllo sui social network e sugli spazi online in lingua italiana. L’occhio vigile degli inquirenti permette di intervenire tempestivamente censurando gli abietti spazi del web. Ma sui nostri cuori e valori?

“L’aspetto più inquietante è che centinaia di persone avevano messo ‘mi piace’ alla pagina – commenta ai nostri microfoni Don Fortunato di Noto – Forse per automatismo o goliardia, molti utenti inseriscono emoticon senza leggere i contenuti. Siamo stati gli unici a segnalare la pagina agli inquirenti, è preoccupante il silenzio e quasi l’accondiscendenza verso questi atteggiamenti”.

“Finiamola di considerarla libertà di pensiero! Istigare alla violenza sessuale su bambini dai 0 ai 12 anni è un reato gravissimo – continua il parroco – su questi aspetti non si può scherzare né per imbecillità né per goliardia. Le parole hanno un peso, un significato nella vita reale, possono generare guerre”.

“Le nostre segnalazioni alla polizia postale negli ultimi anni sono giornaliere, la produzione del materiale pedopornografico è in costante aumento. Negli ultimi 12 anni abbiamo denunciato oltre un milione di foto e video, più di 125mila siti di cui ben 10mila solo nell’ultimo anno”, conclude Don Fortunato di Noto.

Nel report 2015 dell’associazione Meter si fa luce su quella che viene indicata come la “parte oscura di Internet” cioè i canali più utilizzati dai pedofili: social network, deep web e archivi. L’anno scorso “il numero di segnalazioni legate ai social hanno avuto una vera e propria esplosione: 3.414 contro gli appena 180 del 2014. Ed è solo l’inizio”.

L’associazione presieduta da Don Fortunato di Noto ha centri di ascolto di prima accoglienza in Sicilia, regione che è drammaticamente in testa per disagio familiare e abusi, secondo i casi seguiti da Meter.

“Tacere è un crimine”, denunciare un dovere.

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