Clamoroso: il terrorista Anis Amri era atteso a Catania dopo la strage di Berlino

Allerta massima sotto il Vulcano. Fiancheggiatori dell’attentatore anche tra cittadini del capoluogo etneo

La comunicazione esplosiva viene fatta nel corso di una riunione riservatissima: Anis Amri – l’autore della strage al mercatino natalizio di Berlino ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia alle porte di Milano – era diretto a Catania, dove poteva contare sul supporto di una cellula jhadista organizzata.

Chi ascolta ammutolisce!

Attenzione, non si tratta di una battuta o di una ipotesi avanzata, pur in ambienti bene informati, ma piuttosto di una pista investigativa supportata da elementi di riscontro che potrebbe avere risvolti clamorosi già nelle prossime ore.

Che Catania fosse città al centro di un andirivieni di militanti dell’ISIS non è una novità: dalla scoperta del campo di addestramento sull’Etna agli sbarchi incontrollabili, dal CARA di Mineo fino all’appoggio di elementi anche nostrani dell’estremismo antagonista, è dimostrato che sotto il Vulcano prospera un traffico di uomini e di risorse insidiosissimo.

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Ridicola, peraltro, anche la tesi, tutta di comodo, secondo cui l’ISIS in Sicilia incontrerebbe l’opposizione di Cosa Nostra, essendo vero il contrario e cioè che la Mafia c’è sempre quando può fare affari con ogni tipo di traffico illecito.

D’altra parte, già tre anni orsono, in occasione del primo sbarco dalla Siria, fu visibile a tutti, e segnatamente alle forze di Polizia, come alcuni profughi disponessero già all’arrivo dei numeri di cellulare in uso ad esponenti di alcuni centri sociali etnei, i quali si diedero fin da subito un gran da fare per far fuggire precisi personaggi dalla scuola, Andrea Doria di via Case Sante, che li ospitava per farne perdere immediatamente le tracce.

Anis Amri, dunque, si era radicalizzato in Sicilia ed a Catania tornava per trovare rifugio sicuro, magari rimescolandosi al prossimo arrivo di disperati per trovare rifugio con una nuova identità in una struttura pubblica.

Proprio quelle strutture pubbliche che, nel corso della riservatissima riunione catanese, si stanno tenendo sotto osservazione poiché, insieme a tanti poveri profughi, vi troverebbero vitto ed alloggio alcuni assassini.

P.S.: La riunione riservatissima si è tenuta a Catania.

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