Regione, rosso da 6 miliardi: “Per 3 anni niente illusioni”

Il governatore convoca una conferenza stampa per lanciare l'”operazione verità” sulle disastrate finanze regionali. “L’indebitamento è di 8 miliardi e 35 milioni di euro”

PALERMO – L’ha ribattezzata l'”operazione verità” sui disastrati conti della Regione Siciliana. Due giorni dopo la “fotografia” sull’emergenza rifiuti, Nello Musumeci convoca nuovamente la stampa. Stavolta per fornire i dati contenuti del lavoro fatto da una commissione tecnica incaricata dalla giunta di fare chiarezza sullo stato di salute della casse regionali. Al fianco del governatore c’è l’assessore al Bilancio Gaetano Armao.

Dopo aver annunciato la nomina di Maria Mattarella a segretario generale, Musumeci snocciola i numeri. “Abbiamo trovato un disavanzo di 5 miliardi e 900 milioni di euro e un indebitamento di 8 miliardi e 35 milioni di euro”. “Una situazione terribile” afferma il presidente della Regione aggiungendo che “lavoreremo per il risanamento economico e finanziario dell’ente – aggiunge – ma al tempo stesso lavoreremo perché siano aumentati gli interventi per crescita e sviluppo”.

Obiettivo del governo sarà quello di “ridurre la spesa pubblica, eliminare gli sprechi e rendere più trasparenti le operazioni finanziarie”, prosegue Musumeci sottolineando di aver trovato “strumenti di programmazione stilati senza strategie di lungo termine e senza erodere l’indebitamento”. Il lavoro di analisi dei dati, spiega il governatore, continuerà ancora perchè “camminiamo su un terreno minato e dobbiamo ancora approfondire la zavorra delle Società partecipate e la consistenza del patrimonio della Regione. Alcuni beni non sono stati neanche catastati. Stiamo intanto riconsiderando insieme al governo nazionale gli accordi economici stipulati dal 2014 al 2017. Abbiamo già ottenuto una attenuazione dei vincoli sottoscritti dal precedente governo per il 2018 e gli anni successivi. Con questo bilancio non possiamo farci illusioni per i prossimi tre anni”, conclude Musumeci.

Armao, scendendo nel dettaglio dei dati contenuti nella relazione sui conti redatta dalla commissione tecnica, ribadisce l’assenza di un elenco degli immobili regionali e che il nuovo governo si è trovato un “Def e una bozza di finanziaria incompleti e lacunosi, che prevedono un incremento di spese per il personale”.

Al 30 novembre 2017 “è prevista una riduzione delle entrate di 255 milioni di euro, ci cui 60 di Irpef”, prosegue l’assessore sottolineando che “il debito di otto miliardi costa alla regione 360 milioni di interessi all’anno. I debiti fuori bilancio stimati hanno un valore di 120 milioni di euro”, spiega ancora Armao con Musumeci che lo interrompe per precisare: “Non sappiamo quale sia la cifra esatta dei debiti fuori bilancio”.

Secondo l’assessore al Bilancio serve “un nuovo patto tra Sicilia e Stato per una Regione con i conti in regola e con le carte in regola. Nessuno pensi che il nostro lavoro non sia stato fatto se non in piena sintonia con la Corte dei Conti: il mio primo atto da assessore è stato incontrare il presidente e il procuratore generale della Corte dei Conti che hanno apprezzato la tempestività e il metodo di lavoro. C’è stata subito una piena collaborazione“.

La relazione, spiega ancora Armao, sarà consegnata alla Corte dei Conti e “contribuirà alla predisposizione del Def e all’analisi del rendiconto che sarà elaborata dal ragioniere generale”. Il 15 gennaio l’assessore incontrerà il sottosegretario Bressa, per chiedere la restituzione dei 285 milioni che la Sicilia versa annualmente per un accordo triennale stipulato con la precedente amministrazione, a titolo di split payment sull’Iva.

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  • Trasparenza sui conti della Regione: la verità!
    “Abbiamo trovato un disavanzo di 5 miliardi e 900 milioni di euro, e un indebitamento di 8 miliardi e 35 milioni di euro”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Musumeci alla conferenza stampa sulla situazione finanziaria della Regione promossa dall’Assessore Armao.
    Forse sarà vero ma, in attesa di leggere le carte della Commissione dei tecnici voluta da Armao, della replica di Baccei e del giudizio della Corte dei Conti, unico ente accreditato a valutare la situazione finanziaria della Regione, possiamo affermare che il disavanzo lasciato, nel 2012, da Armao era di 4 miliardi di euro, il debito sommava 5,3 miliardi di euro mentre l’importo delle obbligazioni da onorare in esercizi futuri era di complessivi 7 miliardi di euro.
    Al netto dei risultati del precedente governo Lombardo/Armao, qualora i risultati esposti da Musumeci e Armao fossero veritieri, il disavanzo ascrivibile a Crocetta/Baccei sarebbe di 1,9 miliardi di euro mentre il debito si attesterebbe a 2,7 miliardi di euro.
    I numeri hanno la testa dura. Armao e Musumeci piuttosto di mettere le mani avanti e cercare alibi alla loro mancanza di programmi e progetti dovrebbero iniziare a lavorare. “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” diceva il Buon Dio ma non si riferiva di certo ad Armo perché lui è un peccatore seriale.

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