Contrada, diffidato il Viminale: “Va reintegrato in Polizia”

Stefano Giordano, difensore dell’ex 007: “Cinque giorni di tempo o sarà rifiuto di atti d’ufficio”

PALERMO – Il legale di Bruno Contrada, l’avvocato Stefano Giordano, ha diffidato il ministero dell’Interno a reintegrare in Polizia il suo assistito, dopo la decisione della Cassazione di revocare la condanna a 10 anni per concorso in associazione mafiosa. Il penalista aveva già chiesto, dopo il verdetto dello scorso 7 luglio, al Viminale di reintegrare l’ex numero due del Sisde, essendo venuta meno, con la revoca della condanna, la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici a cui era seguita la destituzione.

L’avvocato ha intimato il reintegro entro 5 giorni ipotizzando in caso contrario la contestazione del reato di rifiuto di atti ufficio. Oltre al reintegro in polizia, il legale chiede la restituzione di anni di pensione sospesa.

Nei giorni scorsi, su ordine della Dda di Reggio Calabria, che indaga su un patto tra mafia e ‘ndrangheta nella stagione delle stragi, l’abitazione dell’ex 007 è stata perquisita. “Io non mai commesso – ha commentato Contrada – atti illeciti contrari alle norme del nostro Stato. Credo di essere incorso in qualche contravvenzione stradale. Ho scontato la pena rispettandola e vorrei adesso che altri che hanno preteso dai cittadini il rispetto delle sentenze e che hanno indossato la toga rispettino le mie sentenze: quelle di Strasburgo e quella della Cassazione”.

Ieri Contrada ha ricevuto nella sua abitazione una delegazione del Partito Radicale, guidata da Rita Bernardini. Al termine dell’incontro, l’ex poliziotto ha annunciato la propria iscrizione al partito della Rosa nel Pugno.

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