Coop Sicilia, c’è l’intesa con i sindacati: salvi 273 posti di lavoro

Accordo raggiunto dopo un confronto durato circa tre mesi. La società annuncia un Piano di rilancio che prevede l’apertura di nuovi punti vendita entro il 2020

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CATANIA – Dopo un confronto durato circa tre mesi, scongiurati i 273 licenziamenti di Coop Sicilia, la metà dei quali avrebbero riguardato il territorio catanese. Il pre-accordo raggiunto ieri con i sindacati garantisce il pieno mantenimento dei livelli occupazionali – a fronte degli esuberi inizialmente previsti, nessun lavoratore sarà licenziato – e un significativo recupero di efficienza nei punti vendita, ottenuto anche grazie a maggiore flessibilità, esodi volontari e interventi su alcuni istituti contrattuali.

L’accordo, che dovrà essere ratificato nei prossimi giorni dopo lo svolgimento delle assemblee dei lavoratori, sarà operativo dal prossimo 1° ottobre.

Far fronte a una grave e perdurante situazione di crisi di alcuni negozi Coop in Sicilia (società controllata al 100% da Coop Alleanza 3.0 ndr) con un nuovo piano di rilancio industriale che passi attraverso una riorganizzazione della rete, con chiusure ed aperture di punti vendita in posizioni strategiche e nuove politiche commerciali”, scrive in una nota la grande cooperativa della grande distribuzione sottolineando che queste “erano queste le premesse con cui, nel giugno scorso, era stata aperta la procedura di mobilità per i lavoratori di alcuni negozi e della sede di Catania ed avviato il confronto con le organizzazioni sindacali”.

“In una situazione di oggettiva difficoltà di mercato – si legge ancora nella nota – mentre altre insegne della grande distribuzione disinvestono Coop rilancia così il suo impegno in Sicilia, con un piano di sviluppo che porterà entro il 2020 all’apertura di nuovi punti vendita e all’ammodernamento di quelli esistenti. Con la positiva chiusura del confronto con le Organizzazioni sindacali, si conferma ancora una volta la vocazione sociale di Coop Sicilia in coerenza con i propri valori”.

I capisaldi dell’accordo – sottolinea la Filcams Cigl Catania – sono la gestione di un piano di flessibilità che si pone l’obiettivo di migliore efficacia a produttività aziendale, il piano di incentivazione all’esodo volontario per circa 80 lavoratori in Sicilia di cui circa 55 a Catania, la cassa integrazione per ammortizzare la chiusura dei punti vendita e la chiusura della sede amministrativa per una ricollocazione e riqualificazione del personale in esubero verso i reparti vendita, e soprattutto regole certe sulle garanzie occupazionale di tutti i lavoratori dentro il mondo coop.

“Non è stata una trattativa facile – spiega Davide Foti, segretario generale Filcams Cgil – ma siamo riusciti a evitare i licenziamenti dichiarati da Coop con la procedura di esubero aperta il 5 giugno. In questi mesi abbiamo lavorato per modificare il piano industriale di Coop Sicilia che prevedeva un recupero di circa 4,3 milioni di euro di cui 2 milioni sul costo del lavoro e che metteva in discussioni il CCNL con deroghe pesantissime soprattutto sui trattamenti economici”.

“L’ipotesi riesce – prosegue Foti – non solo a garantire tutta l’occupazione ma anche gli stipendi delle lavoratrici e dei lavoratori senza perdite economiche. La gestione di un piano di flessibilità per il recupero di efficienza e produttività rimane un punto fondamentale dell’ipotesi, che attraverso poche regole generali cerca di attenuare l’impatto verso la vita dei lavoratori. Ora si attende la conclusione della fusione di Coop Sicilia in Coop Alleanza 3.0, società madre e colosso della cooperazione. La parola passerà dunque ai lavoratori che nelle assemblee avranno l’opportunità di votare questa ipotesi come di fatto prevede l’accordo nazionale sulla rappresentanza a conclusione di un percorso democratico e trasparente”.

 

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