Nuova ARS, due grande giudiziarie in sette giorni. Accusa di corruzione elettorale per Tamajo di Sicilia Futura

E’ il reato contestato dai magistrati di Palermo al deputato regionale di Sicilia Futura Edy Tamajo, rieletto a Palazzo d’Orléans nella tornata del 5 novembre

Tamajo

PALERMO – Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. E’ il reato contestato dai magistrati di Palermo al deputato regionale di Sicilia Futura Edy Tamajo, rieletto a Palazzo d’Orléans nella tornata del 5 novembre, a cui è stato notificato nelle scorse ore un avviso di garanzia.

Secondo le accuse Tamajo, campione di preferenze nel collegio di Palermo con ben 13.984 voti, avrebbe pagato fino a venticinque euro per “convincere” gli elettori a segnare il suo nome sulla scheda. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno perquisito i comitati elettorali dell’esponente di Sicilia Futura , mentre lo stesso è atteso nei prossimi giorni di fronte al procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Fabiola Furnari. Indagati insieme a Tamajo anche gli intermediari che avrebbero promesso agli elettori il denaro in cambio del voto. Ma nell’inchiesta figurerebbero anche altre persone su cui la Procura mantiene al momento il riserbo.

Il deputato era risultato primo a Palermo e terzo in Sicilia per numero di voti. Si tratta dell’unico eletto, insieme al catanese Nicola D’Agostino, della lista Sicilia Futura che ha siostenuto la candidatura di Fabrizio Micari alla Presidenza della Regione. Tamajo, classe 1976, di professione funzionario di banca, era entrato per la prima volta a Palazzo dei Normanni nel 2012, quando era stato eletto nelle fila di Grande Sud di Gianfranco Micciché con oltre 5000 voti.

Oggi l’indagine che getta un’ombra sul risultato elettorale, a pochi giorni dall’arresto di un altro componente della nuova ARS, il neo-deputato dell’UdC Cateno De Luca, finito ai domiciliari perché ritenuto promotore di un’associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di una rilevante evasione fiscale di circa 1.750.000 euro. Per quanto riguarda Tamajo, il deputato ha dichiarato la propria estraneità alla vicenda e la volontà di chiarire in Tribunale. In campagna elettorale, inoltre, era circolata la voce che il candidato chiedesse il voto disgiunto in favore di Musumeci. Un’indiscrezione avvalorata da un “santino” circolato su Wattsapp con tanto di indicazioni sul voto disgiunto.

LE REAZIONI – Duri i commenti da parte degli esponenti del mondo politico. “Tamajo, uomo di Cardinale, eletto per il centrosinistra con 25 euro a voto – ha scritto su Fb Claudio Fava, già candidato presidente della sinistra alle elezioni del 5 novembre – E secondo Orlando, Micari e Faraone mi sarei dovuto alleare con questi personaggi?”.

Netto anche Giancarlo Cancelleri, candidato per il Movimento Cinque Stelle. “Dopo il voto in Sicilia, come avevamo preannunciato, si sta delineando uno scenario inquietante – ha scritto l’esponeante del M5s – Oggi si viene a sapere che Edy Tamajo è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale (ossia compravendita di voti a 25 euro l’uno). Stiamo parlando di 14.000 voti che hanno fatto di Tamajo il candidato più votato a Palermo. Inoltre Tamajo, eletto in passato con Grande Sud di Gianfraco Micciché, si sarebbe fatto notare perché caldeggiava il voto disgiunto per Musumeci. Spero che la magistratura faccia chiarezza al più presto e spero anche che i media nazionali si sveglino e inizino a raccontare quello che è successo durante le regionali siciliane, anche a causa del loro silenzio complice”.

Articoli correlati

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *