Corso dei Martiri, via ai lavori per le prime aree a verde. Critiche le opposizioni

Stamattina, a distanza di 63 anni dallo sventramento del quartiere, il sindaco ha consegnato il primo dei quattro cantieri per l’avvio del risanamento dell’area di San Berillo

Corso dei Martiri

CATANIA – Un progetto che dovrebbe sanare la “ferita” aperta nel cuore della città. Sin dagli anni Cinquanta, quando il quartiere San Berillo fu sventrato per fare posto alla strada che avrebbe collegato il centro cittadino alla Stazione Ferroviaria. Il Corso Martiri della Libertà, appunto, che attraverso infiniti stop burocratici e rinvii è rimasto uguale a se stesso dal 1954 ad oggi.

Un risanamento mai partito per varie cause e segnato da diverse battaglie legali, trascinatesi per oltre mezzo secolo fino alla presentazione, nel settembre del 2014, da parte dell’archistar Mario Cucinella, di un Piano che prevedeva una rambla a verde a collegare il Corso Sicilia con il mare, recuperando il rapporto con esso, come a Barcellona o Genova.

Il sindaco Enzo Bianco – spiegano dal Comune – chiese però “una maggiore attenzione al verde e agli spazi per la socialità e un’armonizzazione non limitata alle aree destinate all’intervento ma estesa alle piazze della Repubblica a nord e Giovanni XXIII a sud”. I privati acconsentirono e adesso il master plan prevede “una drastica riduzione di cubatura di cemento, l’interramento del parcheggio (per due terzi pubblico), la creazione di un grande viale centrale per pedoni e ciclisti, di strutture per lo sport e l’intrattenimento e di un parco urbano, il terzo più grande della città”.

Stamattina, a distanza di 63 anni dallo sventramento del quartiere, il sindaco ha consegnato il primo dei quattro cantieri per l’avvio del risanamento dell’area di San Berillo. I primi interventi previsti riguardano le aree adiacenti al corso dei Martiri, una alle spalle della scuola Vespucci e una limitrofa alla chiesa del Crocifisso della Buona Morte in piazza Falcone. Le altre due aree interessate da questi interventi di prima urbanizzazione e verde pubblico sono quelle a fianco di piazza Grenoble, nel tratto di via Fischetti tra corso dei Martiri e via Archimede. La spesa per questa prima tranche di lavori è di 1.919.800 di euro, di cui 52.244 euro per oneri di sicurezza. La durata dei lavori, eseguiti dal Consorzio stabile costruttori di Maletto (Catania), è di sei mesi.

A breve sarà invece pubblicato il bando di gara per la costruzione del parcheggio sotterraneo a tre piani di Piazza della Repubblica e del parco urbano di superficie. Opere il cui budget si aggira intorno ai 14 milioni di euro. Secondo il Comune di Catania, il bando di gara potrà essere pubblicato tra marzo ed aprile prossimi, consentendo di partire con i lavori entro il 2018.

Nel giorno dell’apertura dei primi cantieri, non mancano però le voci critiche. E’ “solo propaganda elettorale, il risanamento deve ancora cominciare”, attacca il vicepresidente vicario del consiglio comunale Sebastiano Arcidiacono secondo il quale “il tentativo del sindaco Bianco di spacciare come un fatto di portata storica la riqualificazione di quattro limitate aree a verde del vecchio quartiere San Berillo, interventi minimali rispetto al complessivo risanamento della vasta zona di Corso dei Martiri, offende l’intelligenza dei catanesi”.

“Né tantomeno il sindaco – prosegue l’esponente dell’opposizione – può ascrivere a sé un’intesa coi proprietari privati, ora gruppo Unicredit Banca, poiché quel poco che si andrà a realizzare è frutto dell’accordo transattivo del 16 novembre 2012 firmato dal sindaco Stancanelli come ‘addendum’ di quello del 2008, con susseguente cospicuo abbassamento delle cubature precedentemente autorizzate dal Commissario Straordinario: l’assenza di fair play impedisce a Bianco di riconoscere i meriti altrui e gli fa dimenticare che egli stesso da sindaco, nel 1994, liquidò ai privati parte della somma di 40 miliardi di lire come corrispettivo del contenzioso”.

Arcidiacono poi fornisce alcuni elementi che “smentiscono il trionfalistico racconto del primo cittadino, chiaramente destinato solo a un utilizzo elettoralistico e di appagamento del suo ego”. Per il vicepresidente vicario dell’assemblea cittadina “sono almeno 5 le verità sul risanamento di Corso Martiri che Bianco non dice”. La prima e la seconda riguardano i lavori partiti oggi che rappresentano “in concreto appena il 2% dell’area globale di 240 mila quadrati su cui dovranno realizzarsi gli interventi di risanamento di Corso dei Martiri” e “ammontano allo 0,5% rispetto all’investimento complessivo previsto di circa 220 milioni”.

E ancora. “La manodopera secondo le stime dei tecnici dell’Ance che verrà impiegata si aggira sulle 15 unità, invece delle centinaia di posti di lavoro che il sindaco proclama senza alcun fondamento”, aggiunge Arcidiacono sottolineando anche che “tutti i titoli edilizi concessori e le cubature sono inderogabilmente quelli previsti dal vigente accordo del 16 novembre 2012 raggiunto dal sindaco Stancanelli coi privati dell’epoca e pertanto tutti gli interventi sono in esecuzione di quell’intesa che per quattro anni è rimasta inspiegabilmente inattuata”.

L’ultima ‘verità’ del vicepresidente vicario è di carattere generale.  “A parte l’incremento a verde di qualche area comunale, il Master plan di Cucinella – afferma – è analogo a quello presentato nel luglio 2012 dal sindaco Stancanelli e dallo stesso archistar e che rimase esposto a palazzo degli Elefanti per parecchi mesi: le cubature sono rimaste inalterate e con esse i valori edilizi che, dunque, non hanno subito alcuna diminuzione a differenza di quanto viene falsamente affermato”.

Critiche anche da partedel leader di Catania Bene Comune Matteo Iannitti: “Una parte di Catania festeggia la speculazione edilizia – scrive Iannitti su Facebook – Lo chiamano risanamento, proprio come sessant’anni fa. Sono centinaia di migliaia di metricubi di cemento in una città già ipercementificata, in cui sono migliaia i vani sfitti e i locali commerciali abbandonati. Ci guadagnano solo Costanzo e Unicredit che tra qualche ora potranno ottenere i titoli edilizi e rivenderli, probabilmente tra altri 50 anni. Una parte di città nel frattempo si masturba sui rendering degli archiatra”.

“Lì in quei buchi dovevano esserci parchi, piazze, luoghi di raccolta in caso di terremoto, così come prevedeva il piano regolatore – prosegue il leader di Cbc – E invece altre cattedrali all’arroganza e allo spacchiamento, come il mulino Santa Lucia, come Vulcania, come la Vecchia Dogana. Non è pessimismo, e neanche disfattismo. E’ un’altra idea di città – conclude Iannitti – senza altro cemento, in cui il pubblico vale più dell’interesse privato di quattro speculatori e banchieri, in cui i beni comuni si difendono e non si mettono in vendita. La ferita di Corso dei martiri è aperta, sempre più aperta”. 

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