Corso Martiri, in autunno l’apertura dei cantieri Predisposto il Protocollo di legalità

Scopo del documento “la prevenzione delle infiltrazioni mafiose e dei fenomeni corruttivi per la realizzazione delle opere”

MARTIRI

CATANIA – Partiranno il prossimo autunno i lavori del “nuovo” Corso Martiri della Libertà. Dopo oltre cinquant’anni il “buco” al centro della città – frutto dello sventramento di San Berillo operato negli anni Cinquanta, bloccato per decenni da burocrazie incrociate – verrà sostituito da un boluevard che dovrebbe unire spazi pubblici e privati per recuperare il quartiere alla vivibilità dei catanesi. E l’Amministrazione ha tutte le intenzioni di vigilare sulla virtuosa realizzazione dei lavori, con la firma nelle scorse ore di un Protocollo di legalità tra Comune e Prefettura.

Scopo del documento – firmato ieri dal Sindaco di Catania Enzo Bianco e dal Prefetto Silvana Riccio, alla presenza del Questore Giuseppe Gualtieri, del Direttore della Dia Renato Panvino, del comandante provinciale della Guardia di Finanza Antonio Nicola Quintavalle Cecere, del Colonnello dei Carabinieri Mario Pantano in vece del Comandante Provinciale Francesco Gargaro, del Comandante del Corpo di Polizia Municipale Stefano Sorbino e del Segretario Generale del Comune di Catania Antonella Liotta“la prevenzione delle infiltrazioni mafiose e dei fenomeni corruttivi per la realizzazione delle opere nel comprensorio di corso Martiri della Libertà”. Presenti alla firma anche i rappresentanti delle ditte private.

Osservati speciali i cantieri che nei prossimi mesi interesseranno l’aerea, nell’ambito di un progetto milionario. Una torta di cui molti potrebbero volere una fetta, dentro e fuori la legalità. Per prevenire questa evenienza l’intesa stipulata ieri: “Questo Protocollo viene attuato senza che vi fosse alcun obbligo, perché questo non è un appalto pubblico – spiega il sindaco di Catania Enzo Bianco, che ha ricordato come il valore complessivo si aggiri sui 220 milioni di euro – ma che abbiamo voluto egualmente perché vogliano che i privati possano intervenire con uno scudo che ci consentirà di impedire infiltrazioni illegali di ogni tipo. Siamo già in fase operativa, in autunno aprirà il primo cantiere seguito da tutti gli altri”.

Controlli antimafia, controlli sui flussi di denaro, controlli sul personale sia per quel che riguarda il reclutamento sia per il rispetto dei contratti di lavoro – ha sintetizzato il prefetto Silvana Riccio – Una collaborazione con il Comune di Catania che non è solo formale ma che si basa su una identità di valori e di legalità, come testimonia questo protocollo”. Soddisfatto anche l’Assessore all’Urbanistica Salvo Di Salvo, per il quale il progetto “mette fine ad uno scempio che ha degradato una zona importante del centro storico di Catania”, mentre il Protocollo di legalità dovrebbe garantire un sereno avvio dei lavori.

Scopo del documento, secondo quanto comunicato dall’Amministrazione, la rapida e corretta gestione delle opere e azioni volte a rende più stringenti le verifiche antimafia e anticorruzione. Tra le misure previste la “filiera delle imprese”, con l’obbligo per le stesse di fornire al Comune di Catania tutti i dati relativi all’esecuzione dei lavori, nonché le eventuali modifiche degli assetti societari per tutta la durata del protocollo. Tutte le imprese coinvolte nella “filiera” – indipendentemente dal loro importo, oggetto e durata e da qualsiasi condizione e modalità di esecuzione – saranno tenute alle comunicazioni antimafia. 

Prevista anche un'”Anagrafe dei Esecutori” con l’incrocio dei dati tra Prefettura e Comune, nonché una clausola per l’immediata risoluzione del contratto in caso di esito positivo delle verifiche antimafia. Prossimo passo la creazione di una apposita “Cabina di regia” da parte della Prefettura e la stipula di un accordo tra Comune di Catania e soggetti privati (Istica, Cecos e Risanamento San Berillo) per l’applicazione del Protocollo.

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