Corso Martiri, l’attacco di Arcidiacono: “Gare avviate, ma Bianco non si autocelebri”

I rilievi del Vice Presidente del Consiglio Comunale sulla partenza del cantiere cittadino: “Scarso fair play, rivendica risultati non suoi”

CATANIA – Il progetto fa discutere da oltre sessant’anni e non poteva certo smettere ora sul più bello. Corso Martiri della Libertà – la cui “urbanizzazione” ha mosso in questi giorni i primi passi con l’avvio delle gare – è la miccia della nuova polemica tra il sindaco di Catania Enzo Bianco e l’opposizione. Quella rappresentata dal Vice Presidente del Consiglio Comunale Sebastiano Arcidiacono, perlomeno, che su Corso Martiri ha preso carta e penna per spiegare ai catanesi gli errori del primo cittadino.

A cominciare dalla presentazione del progetto: “Bianco, in stile da campagna elettorale nel solco di questi quattro anni di governo della Città pieni di fuorvianti autocelebrazioni – scrive Arcidiacono – ha sorvolato su alcune questioni invece dirimenti per ricostruire la triste vicenda della ferita del vecchio San Berillo. Per esempio Bianco con scarso fair play rivendica a sé, come fosse inizio e fine di tutte le cose, il raggiungimento dell’obiettivo di avere avviato le procedure di gara; omettendo di ricordare che solo il faticosissimo accordo transattivo del novembre del 2011 (che riduceva notevolmente la cubatura stabilita dal Commissario Straordinario nel 2008) a cui tanti hanno lavorato, intesa che ha creato i presupposti indispensabili per dare seguito alle progettazioni e infine ai bandi, arrivati però solo sei dopo anni quella firma”.

“Fu proprio grazie alla storica sottoscrizione di quel documento che l’anno successivo si affidò il progetto prima all’archistar Fucksas e poi al siciliano Cucinella – ricorda il Vice Presidente del Consiglio – lo stesso che attualmente ne coordina le attività con grande professionalità. In realtà su Corso dei Martiri in questi quattro anni  della sua sindacatura, si è tergiversato per consentire alla sua Amministrazione di imprimere un’ impronta all’iniziativa. Peraltro è noto che quel contratto del 2011 ha impedito che il Comune dovesse ancora sborsare quattrini ai privati proprietari delle aree, come ha fatto ben due volte negli anni ‘90 relativamente a quest’opera, limitandosi a pagare lauti risarcimenti danni per decine di miliardi delle vecchie lire senza mai riuscire a definire né il progetto né un accordo coi proprietari”.

Il riferimento è ai contenziosi pagati in passato da Bianco per la risoluzione dello stallo di Corso Martiri. Cifre importanti, in lire come in euro, che non erano servite a sbloccare un iter che per sessant’anni ha lasciato un buco in mezzo alla città. Che riparte nonostante alcune carenze dell’amministrazione comunale, chiarisce Arcidiacono: “In verità al di là della sterile propaganda elettorale anche su Corso Martiri nei prossimi mesi assisteremo, forse, a parziali interventi senza un disegno organico della Città. Manca, infatti, lo strumento di pianificazione generale, quel Prg che Bianco ha scelto colpevolmente di non adottare e che invece avrebbe dovuto accompagnare scelte come questa. Oppure come quella contenuta nella delibera della Giunta Comunale del 10 luglio scorso che autorizza un’altra variante in una vasta area di proprietà privata a Cibali”.

Sulla quale è forte in questi giorni la polemica, trattandosi di una delle aree bruciate nel corso dell’emergenza incendi di questi giorni. Un atto giunto pochi giorni dopo l’approvazione della variante, duramente contestata anche da Arcidiacono: “E’stata scelta la strada sbagliata delle singole varianti, coperta dalle cortine fumogene di innumerevoli e autoreferenziali tavoli tecnici e cabine di regia in cui tanti professionisti recitano una parte. Gli stessi che in privato denunziano questo inaccettabile stato di cose, che rischiano così di essere compiacenti comparse di un inganno alla Città – conclude il Vice Presidente del Consiglio Comunale – ai disoccupati, ai giovani che attenderanno all’infinito quelle migliaia di posti lavoro promessi che non vedranno mai”. 

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