La storia infinita delle finanze catanesi: la Corte dei Conti “bacchetta” i revisori

A riaccendere il dibattito sui conti cittadini due delibere inviate dalla Corte dei Conti relative al Rendiconto finanziario del 2015 e all’ormai mitico Piano di Riequilibrio finanziario. L’Amministrazione dovrà rispondere entro 20 giorni

Molino

CATANIA – E’ ancora polemica sulla gestione finanziaria del Comune di Catania. A riaccendere il dibattito sui conti cittadini sono due delibere inviate dalla Corte dei Conti lo scorso 28 settembre e il successivo 5 ottobre, dedicate rispettivamente al Rendiconto finanziario del 2015 e all’ormai mitico Piano di Riequilibrio finanziario.

L’organo di controllo evidenzia gravi criticità su entrambi i fronti, ed invita l’Amministrazione catanese a fornire dettagli entro venti giorni, che per quanto riguarda la prima delibera scadranno mercoledì prossimo. A fronte di ciò, soltanto nelle scorse ore i rilievi dei giudici contabili sono stati resi noti ai membri della Commissione Bilancio. Un silenzio giudicato da molti inopportuno, visto che sulla situazione finanziaria dell’ente si gioca una partita fondamentale per il futuro dell’Ente.

In relazione al Rendiconto 2015 l’organo di controllo chiede chiarimenti sul Fondo Pluriennale Vincolato, sul risultato d’amministrazione e sull’aumento degli accertamenti, in particolare quelli relativi all’ICI. Ma anche sulla gestione della cassa, dei pignoramenti, dei residui, della situazione debitoria e delle procedure di stabilizzazione del personale precario. Un esame ai raggi x del rendiconto, che la Corte chiede di ricevere entro la prossima settimana, “richiamandosi in proposito le responsabilità del Collegio dei revisori in caso di mancata e/o intempestiva trasmissione”.

Per quanto riguarda il Piano di Riequilibrio finanziario i giudici comunicano come le relazioni del Collegio dei Revisori dei Conti “non risultino esaustivamente supportate da analisi critiche e puntuali su ogni singola misura e azione poste in essere dall’ente per il risanamento delle proprie finanze”. La Corte chiede dunque maggiori dettagli per poter procedere alla valutazione, “anche alla luce degli intervenuti mutamenti legislativi e dell’aggravarsi, nel corso del tempo, della situazione finanziaria dell’ente”.

Segue dettagliato elenco dei punti che l’organo di controllo intende approfondire, dal contrasto all’evasione fiscale alla vicenda dei trasferimenti milionari da Amt in liquidazione (di cui l’organo chiede di ricevere tutta la documentazione), dalla cessione di parte della rete gas di proprietà dell’ente alla ASEC spa ai dettagli sulle entrate previste per la dismissione del patrimonio pubblico, il Patto per Catania e i trasferimenti da Stato e Regione. Anche in questo caso viene richiamata la responsabilità dei Revisori a fronte di eventuali ritardi.

Rilievi pesanti, che chiamano in causa la gestione finanziaria dell’Ente ed anche la “cabina di regia” istituita dal sindaco Enzo Bianco per vigilare sull’applicazione del Piano di Riequilibro. Un organismo che secondo molti non avrebbe prodotto fino a questo momento grandi risultati. Nei prossimi giorni l’Amministrazione sarà chiamata a fornire ai giudici contabili gli accertamenti richiesti. E chiarire quali provvedimenti siano stati presi per contrastare l’aggravarsi della situazione dei conti dell’Ente. La storia infinita delle finanze catanesi continua.

Delibere 05.10.2017 – 28.09.2017 – 04.08.2017 – 01.08.2017

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  • Tre revisori della maggioranza e pluri incaricati , : non vedo – non sento . Viva l’indipendenza dei revisori

  • sull’affitto della sede dell’ufficio urbanistica di via biondi tutto a posto?
    questo il testo dell’interrogazione del movimento 5 stelle:
    “nel novembre 2014 è stato sottoscritto nuovamente il contratto di locazione, della durata di 6 anni, per i locali che ospitano la Direzione urbanistica, siti in via Biondi, per un valore di oltre 200.000 euro all’anno, a favore
    della Finpop Srl di Oreste Virlinzi;
    sebbene anche per la Direzione lavori pubblici fosse stata prevista
    una nuova dislocazione, lo spostamento è rimasto, almeno per il momento,
    lettera morta, costringendo il Comune all’esborso di 350.000 euro all’anno”.
    risposta del sottosegretario: “Quanto ai provvedimenti che si intendono “adottare nelle sedi di
    competenza affinché si ponga rimedio al prolungarsi di situazioni che comportano ingenti esborsi come quelle descritte”, non si può che rinviare alle determinazioni dei Servizi ispettivi di finanza pubblica incardinati presso il
    Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze, competenti, come noto, a vigilare sull’economicità, regolarità amministrativo-contabile e legittimità dell’attività dei Comuni e degli altri enti locali.”
    intanto proseguono ad affittare!
    per piazza europa tutto regolare anche sotto il profilo amministrativo, nessun danno erariale a prescindere dalla assoluzione che non contesto? e sotto il profilo amministrativo si trattava di atti nulli o validi?
    l’agenzia delle entrate per la sede di via orlando ,che non c’entra con il comune, prevede pure di continuare a prendere in affitto ?
    per l’ufficio di segreteria studenti universitari, sito in via landolina, si prevede pure di continuare ad affittare, non si sono individuate soluzioni più economiche?
    tutto ciò mi pare veramente troppo strano.
    perché il vostro giornale non va a chiedere ai deputati nazionali cinque stelle di catania cosa ne pensino, visto che nonostante le interrogazioni parlamentari si continua ad affittare tranquillamente?

  • Una sola verità: tre revisori della maggioranza pluri incaricati che non vedono e non sentono. A parte l’ironia, bisogna chiedere le immediati dimissioni dei tre revisori. Non possono più restare, devono andare a casa e rifare le nuove nomine. Ci vuole urgentemente un nuovo collegio dei revisori, indipendente e imparziale . Salvo ( indignato )

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