Regione, da Corte dei Conti ok al bilancio. E Crocetta si ricandida

Nonostante i rilievi del procuratore generale arriva la parifica al rendiconto 2016. Rilevata anomalia sul fondo delle Partecipate, in particolare dell’Ast

corte dei conti

PALERMO – E’ restato a lungo in bilico, ma al termine di una lunga giornata è arrivato il tanto sospirato e sperato via libera. La sezione riunite di controllo della Corte dei Conti ha parificato il rendiconto generale della Regione Sicilia per il 2016, rilevando come unica anomalia il fondo per la partecipate, in particolare relativamente ai debiti dell’Azienda siciliana trasporti (Ast).

I giudici hanno cosi rigettato le richieste del procuratore generale d’appello della Corte conti, Pino Zingale, secondo il quale il consuntivo era irregolare.

Durante il suo intervento, il Procuratore generale aveva ribadito quanto sostenuto nella seduta dello scorso 30 giugno quando, per la prima volta nella storia dell’autonomia, la magistratura contabile sospese il giudizio di parifica sul rendiconto generale del 2016.

Per il procuratore generale infatti “l’importo ingente” di residui attivi (crediti da esigere), reimputati nel bilancio della Regione siciliana per quasi 2 miliardi di euro, “fa sorgere serie perplessità sia sull’esigibilità, sia sull’esito della riscossione” mettendo a rischio le coperture complessive col pericolo di default per le casse pubbliche.

A differenza della precedente seduta, ad ascoltare le dure parole pronunciate dal Pg, erano presenti sia il governatore Rosario Crocetta, sia l’assessore all’Economia Alessandro Baccei, il quale nei giorni scorsi aveva inviato alla Corte le contro deduzioni della Regione, riguardanti, nello specifico, le modifiche a due delle quattro contestazioni mosse dalla magistratura contabile.

Le contestazioni fatte dalla Corte dei Conti si riferivano ai mancati accantonamenti per i debiti, che ammontano a 8 miliardi di euro, per i derivati e i residui attivi. La Regione, rappresentata dall’avvocato generale Maria Mattarella, nipote del Capo dello Stato, ha ribadito che gli accantonamenti per residui passivi sono previsti nell’avanzo di amministrazione e iscritti nel bilancio 2017 pari a 37 milioni di euro che si sommano ai 90 milioni inseriti nel bilancio 2016.

Sugli accantonamenti per le società partecipate la Regione ha istituito un fondo da 3 milioni di euro per ricapitalizzare le Spa. Sui contenziosi è stato deciso di accantonare la somma di 103 milioni di euro, mentre sui derivati il rischio calcolato è di 70 milioni se le agenzie ritirano i contratti chiedendo il ritorno immediato del prestito. Per quest’ultima voce, sul bilancio sono stanziati 20 milioni di euro.

Il procuratore si è poi soffermato sul Fondo per le Partecipate, sottolineando che il governo regionale ha deciso di istituire il Fondo, che appare “congruo”. I dubbi semmai riguardano i bilanci delle società partecipate dove non è chiaro quanto siano “esigibili” alcuni crediti delle spa. Zingale ha rilevato anche la mancanza del “bilancio consolidato”.

Altro tasto dolente toccato da Zingale è stato quello relativo al Fondo contenziosi. Su questo tema, la magistratura contabile ha evidenziato che non esistono elementi per valutarne alla congruità, in quanto la mole di contenziosi in atto non ha consentito di giungere a una valutazione e a una vera ricognizione. Un “fondo così contenuto è di pura forma ed è quindi irregolare”, ha affermato Zingale. Anche sui residui perenti, a giudizio del Pg “non sussistono elementi di valutazione per valutare la sua congruità”. Dubbi anche sulle norme che prevedono il rientro del debito attraverso le anticipazioni di cassa: Zingale ha chiesto di sollevare questione di legittimità costituzionale sulla legge regionale che prevede questo tipo di copertura.

Il procuratore generale della Corte dei Conti ha dunque preso atto che sui derivati la Regione ha ammesso l’irregolarità del rendiconto 2016, ma “il fondo istituito è macroscopicamente insufficiente e mancano criteri oggettivi sulla copertura e mancano verifiche sui modelli finanziari adottati”, ha affermato. Secondo il PG è “irregolare anche il fondo sui residui passivi poiché la somma totale di 2 miliardi non è quantificata con chiarezza e c’è una assoluta approssimazione e superficialità nella decisione delle poste accantonate. Anche sulle continue anticipazioni di cassa non si è fatto nulla. In buona sostanza almeno 2 miliardi di coperture presentano grossi dubbi e necessiterebbero, al fine di potersi considerare effettive ed avere un impatto positivo nel presente rendiconto, di una immediata attenta analisi ed accertamento in ordine alla loro effettività. In difetto, il possibile se non probabile sfumare di un così cospicuo budget di entrata, destinato a rimanere un numero sulla carta, senza opportuni interventi correttivi da parte  del legislatore regionale, farebbe scivolare la Regione nel default”, ha concluso Zingale il quale dopo aver sottolineato che “non c’è uno studio sui residui attivi esigibile veramente su una massa da 2 miliardi” ha chiesto di dichiarare l’irregolarità del rendiconto.

CROCETTA: “MI RICANDIDO A PRESIDENTE” –  “Dopo l’ok della Corte dei conti confermo che mi ricandido alla presidenza della Regione”, ha detto raggiante il governatore della Sicilia Rosario Crocetta  ai cronisti dopo la parifica del rendiconto 2016 della Regione. Primarie? “Se ci saranno bene, io comunque in campo”, ha aggiunto. “I giudici della Corte dei Conti hanno confermato la solidità della Regione siciliana e il grande lavoro che il mio governo ha fatto per risanare il bilancio”, ha concluso Crocetta.

Articoli correlati

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *