Crack Windjet, sì a costituzione parte civile per Codacons, Inps e i due commissari

Rigettate le richieste presentate da una passeggera e dalle associazioni Codici Onlus, Codici Sicilia e Consitalia

Antonino Pulvirenti
Antonino Pulvirenti
Photo Credit Alfredo Falcone, LaPresse

 

CATANIA – Il crack della compagnia aerea Wind Jet torna in Tribunale. Nell’udienza preliminare di ieri pomeriggio, sono stati interrogati i due indagati Luciano Di Fazio e Gianluca Cedro. I due senior partner della società di consulenza Emintad Italy Srl hanno chiarito gli aspetti che li riguardano relativi alla bancarotta fraudolenta della società di Antonio PulvirentiI due hanno ribadito di non aver avuto alcun contatto con i revisori e nessun ammorbidimento a favore dell’azienda.

Il gup Gaetana Bernabò Distefano ha rigettato le richieste di costituzione di parte civile presentate da una passeggera e dalle associazioni di consumatori Codici Onlus, Codici Sicilia, Consitalia. Ammessi, invece, Codacons, Inps, il commissario giudiziale Mario Libertini e il commissario liquidatore Andrea Musumeci.

L’inizio del nuovo anno segna un’accelerata significativa per questo processo. Fissate 5 udienze entro il 3 febbraio per dare spazio agli indagati che vorranno essere sentiti dal giudice. Durante la prossima udienza, fissata per venerdì, saranno sentiti Vincenzo Patti, presidente del collegio sindacale di Wind Jet, e i due componenti del collegio Sarah Patti e Gianmarco Abbadessa.

Il fitto calendario di udienze proseguirà con gli interventi dei pubblici ministeri e delle parti civili fissati per il 23 gennaio. Toccherà poi ai difensori nelle udienze del 27, 30 gennaio e 3 febbraio.

Con l’accusa di aver occultato un gravoso deficit di patrimonio e aver falsato i bilanci, i pm Alessandro Sorrentino e Alessandra Tasciotti hanno chiesto il rinvio a giudizio per 17 persone. Secondo la Procura etnea, gli indagati avrebbero agito “in concorso e previo accordo tra loro” come “un gruppo criminale organizzato”.

Cioè, avrebbero aggravato lo stato dell’azienda per oltre 164 milioni. Wind Jet, praticamente, non avrebbe più potuto volare già un anno dopo il primo decollo.

A gravare sullo stato di salute della Wind Jet, anche una “indebita” rivalutazione del marchio ceduto nel 2006 a Meridi s.p.a. e retrocesso nel 2009 alla stessa Wind Jet. Un’operazione “fittizia”, secondo i pubblici ministeri, “effettuata al solo scopo di occultare l’integrale perdita del patrimonio”. Gli ex amministratori della low cost catanese e le altre persone coinvolte si sono sempre dichiarate innocenti. 

I NOMI DEGLI INDAGATI 

Nino Pulvirenti, presidente della Wind Jet, l’ex ad Stefano Rantuccio, il presidente del collegio sindacale di Wind Jet Vincenzo Patti, Gianmarco Abbadessa, avvocato tributarista e componente del collegio sindacale dell’azienda, Luciano Di Fazio e Gianluca Cedro, senior partner di Emintad Italy Srl, società di consulenza strategica, Giulio Marchetti, associate partner della Bompani Audit Srl, incaricata del controllo contabile della WJ, Remo Simonetti, amministratore della stessa società di revisione, Angelo Vitaliti, componente del Cda di Windjet, Paola Santagati, commercialista Windjet, Gianni Cominu, maintenence Ph di Windjet, Giuseppe D’Amico, engineering manager di Windjet, Biagio Rantuccio, fratello di Stefano, Makto Dadic, sale manager della società francese Europe Aviation S.A. del gruppo Vallières Aviation, Gregoire Lebigot, presidente del gruppo Vallières Aviation e della Europe Aviation nonché amministratore della Jmv Aviation S.ar.l., Karl Rickard, vice presidente della Jmv Aviation Srl, Sarah Patti, componente del collegio sindacale della Windjet.

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