Crisi Pubbliservizi, continua la protesta dei lavoratori: “Ontario dimettiti”

Con la Partecipata vicina al fallimento, un folto gruppo dei 380 lavoratori manifesta da tre giorni sul tetto della sede della Città metropolitana di Catania

 

CATANIA – Continua la protesta dei dipendenti della Pubbliservizi, la società Partecipata dalla Città Metropolitana di Catania vicina al fallimento. Da tre giorni un folto gruppo dei 380 lavoratori si trova sul tetto della sede dell’ex Provincia regionale, in via Nuovaluce, per chiedere soluzioni alla drammatica crisi finanziaria della Partecipata che mette a rischio il loro posto di lavoro. Da questa mattina, i manifestanti hanno esposto uno striscione prendendo di mira l’amministratore unico Silvio Ontario, di cui reclamano le dimissioni.

L’ultimo step della lunga agonia della società –  che affonda negli anni e chiama direttamente le precedenti gestioni, politica e istituzioni – è arrivato la scorsa settimana quando si è conclusa con un verbale negativo, la procedura di riduzione oraria con ricorso al Fondo di integrazione salariale (FIS) aperta ad ottobre dalla Pubbliservizi.

L’azienda ha così avviato la procedura di licenziamento collettivo. Le sigle sindacali presenti al tavolo hanno rigettato la richiesta della riduzione oraria tramite FIS, poiché priva di un progetto di risanamento e riorganizzazione dell’ente, ed anche a fronte di un probabile contratto triennale di circa 700 mila euro mensili da rapportare ad una spesa gestionale e costi del lavoro di 1 milione di euro.

Secondo i sindacati, “le cifre menzionate non avrebbero permesso neppure una discussione di risanamento dell’azienda ma avrebbero invece autorizzato una sorta di miopia gestionale ed organizzativa, dove i lavoratori sarebbero diventati gli unici soggetti a pagare il prezzo della mala gestione della politica e dei vari presidenti”. 

A rendere ancor più incandescente la vertenza contribuisce anche la circostanza che i lavoratori da due mesi non percepiscono lo stipendio. La decisione di salire sul tetto del palazzo sede della Città Metropolitana è stata presa all’indomani del corteo e del vertice in Prefettura di lunedì scorso.

L’inasprimento della protesta è la conseguenza diretta delle mancate risposte della politica e delle istituzioni. Da mesi i dipendenti della Pubbliservizi chiedono una soluzione alla  crisi della società Partecipata “ma non hanno visto nulla che faccia presagire la volontà di un’azione di rilancio e risanamento dell’azienda finalizzata alla salvaguardia di tutti i livelli occupazionali – hanno sottolineato le segreterie provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti, Ugl Terziario, e le sigle autonome Cse Fulscam, Cisal Terziario, Or.S.A., Snalv Confsal, Asal, Fast Confsal, Confsal Fesica, Fenal, Confliaa Cs – hanno deciso di manifestare il loro dramma e la loro disperazione, aggravata dalle mancate retribuzioni”.

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