Crisi Teatro Stabile Catania: l’ente non presenta richiesta al bando regionale, addio ai fondi per il risanamento

Gli attori chiedono risposte sull’operato del commissario Pace: “Enzo Bianco e l’assessore Anthony Barbagallo sono informati delle sue scelte?”

TEATRO STABILE

 

CATANIA – Sono preoccupati gli attori del Teatro Stabile. “Vorremmo poter capire quali sono gli intenti del Commissario incaricato Dott. Pace”. Esordiscono così nella lunga lettera aperta che affidano alla stampa.

A firmare sono in 49, tutti attori, giovani leve e nomi noti. Vantano un credito nei confronti del Teatro di quasi 5 milioni di euro, quasi la metà dell’intera esposizione debitoria dell’ente. Ma dal 2012 continuano ugualmente a solcare il palco dello Stabile, in attesa che i gravi problemi economici che l’ente sta tutt’ora attraversando si risolvano. In attesa che il Teatro torni al suo antico splendore.

La sede storica di via Umberto è stata chiusa. La sala di prosa del Teatro Musco potrebbe lasciare il posto ad un supermercato: il Teatro Stabile non pagava l’affitto da mesi e la famiglia Ferro, proprietaria dell’immobile ha deciso di metterlo in vendita. Un pezzo di storia di Catania che se ne va.

Ma lo Stabile c’è ancora, per fortuna.

Il dott. Pace è Giorgio Pace, commissario straordinario inviato dall’assessore regionale Anthony Barbagallo a rimettere in sesto i conti del Teatro Stabile di Catania, istituzione teatrale di storica eccellenza.

A spingere per il commissariamento era stato Salvatore La Rosa, ultimo presidente del TSC, rimasto in carica appena cinque mesi. “Solo una gestione commissariale può avere la forza di adottare i provvedimenti necessari al risanamento” aveva dichiarato La Rosa nel corso della conferenza stampa organizzata per annunciare le proprie dimissioni.

“Se ci sono 13 milioni di euro di debiti – aveva dichiarato ancora La Rosa – vuol dire che la gestione degli ultimi anni non è stata attenta“.

È così che il 17 luglio si insedia Giorgio Pace. L’incarico arriva a tre mesi da un’altra nomina, quella a sovrintendente del FOSS, la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana. Altro ente con conti in rosso e debiti da saldare. A volerlo prima a Palermo e poi anche a Catania è il neo assessore regionale Turismo Sport e Spettacolo Anthony Barbagallo.

Il curriculum di Pace inizia come consigliere d’amministrazione dell’Università di Catania. Poi un crescendo di incarichi: sovrintendente della Fondazione Teatro Garibaldi di Modica dal 2009 al 2013,  direttore amministrativo e poi operativo del Teatro Massimo di Palermo, fino ad arrivare ai due incarichi del 2016 in due degli enti culturali più importanti dell’Isola.
Le strade aperte sono due” dichiara il giorno del suo insediamento. “L’accesso al Ris, il fondo di ristrutturazione regionale per i debiti e la possibilità di spalmare il debito in venti anni”.

Il bando per accedere al Ris viene aperto dalla Regione nel mese di settembre 2016: 15 milioni di euro che avrebbero dovuto dare una boccata d’ossigeno ai teatri siciliani, Stabile compreso.

Ma dei 15 enti in difficoltà individuati dagli uffici regionali, soltanto sei hanno presentato tutta la documentazione per accedere ai fondi: La Fondazione orchestra sinfonica siciliana, il Teatro Biondo di Palermo, il Bellini di Catania, l’Ente Luglio musicale di Trapani, la fondazione Orestiadi di Gibellina e la fondazione Mandralisca di Cefalù.

E il Teatro Stabile di Catania? Perché tra i richiedenti c’è l’Orchestra Sinfonica, di cui Pace è sovrintendente, e non c’è lo Stabile?

I fondi non arriveranno per nessuno, almeno per ora. Nella parte riguardante gli istituti bancari, la gara è andata deserta: nessuna banca con uno sportello sull’Isola ha risposto all’avviso della Regione che puntava a individuare un istituto di credito che con un tasso agevolato elargisse i fondi ai teatri che ne avessero fatto richiesta. La Regione sta già preparando un nuovo avviso, ma quel che è certo è che una volta sbloccati i fondi chi non avrà presentato richiesta rimarrà comunque escluso.

Come far fronte ai debiti non potendo attingere ai fondi del Ris? Il timore è che si arrivi ai pignoramenti verso terzi: se così fosse sarebbero a rischio anche gli altri trasferimenti. Per non parlare della qualifica di “teatro pubblico di rilevante interesse culturale”

“Il Commissario Giorgio Pace non doveva occuparsi del risanamento dell’Ente, dei conti, di cercare di saldare i debiti?” Si chiedono ancora gli attori.

“A quei pochissimi che sono riusciti a parlare con lui ha detto che lui non si occupa del pregresso. E quindi tutto ciò che è avvenuto prima del suo insediamento non lo riguarda? Cosa vuol dire allora risanare?”.

Il Teatro Stabile, in quanto associazione, è un ente di diritto privato. I suoi soci però sono enti pubblici: il Comune di Catania, la Città Metropolitana e la Regione Siciliana.

Chiamati a dare risposte a questi quesiti quindi sono Enzo Bianco e l’assessore regionale Anthony Barbagallo: “Sono informati delle scelte effettuate dal Commissario?” si chiedono in fine gli attori.

 

 

 

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