Crocetta pronto a commissariare le Città metropolitane

Il governatore: “Il parere è netto, con la legge regionale approvata, i sindaci metropolitani sono decaduti e io devo provvedere alla nomina dei commissari fino alle elezioni della prossima primavera”

crocetta

PALERMO – “Il parere è netto, con la legge regionale approvata, i sindaci metropolitani sono decaduti e io devo provvedere alla nomina dei commissari fino alle elezioni della prossima primavera”. Così in una lunga nota il presidente della Regione Rosario Crocetta che annuncia di essere pronto a commissariare i sindaci delle tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina. 

L’imminente decreto scaturisce dal ddl approvato il 12 agosto scorso dall’Ars che ha abrogato la riforma del governo Crocetta che aveva introdotto i Liberi Consorzi e le Città Metropolitana, con il ritorno all’elezione diretta degli organi di governo delle ex Province. In tre sindaco metropolitani, Orlando, Bianco e Accorinti starebbero facendo pressioni su Palazzo Chigi per fare impugnare la norma regionale.

Sono profondamente rammaricato che la semplice applicazione di una legge, quella della riforma delle Province, da me non condivisa e persino col mio palese parere contrario, venga vista come la guerra di Crocetta a Orlando, Bianco e Accorinti”, afferma Crocetta.

“A parte il fatto – prosegue il presidente della Regione – che non ho fatto alcuna guerra a nessuno dei tre in questi anni e che semmai Orlando, in qualità di presidente dell’Anci ha più volte attaccato il governo regionale: rientra nella logica dei ruoli e non ho nulla da eccepire su questo fatto e giustamente lo stesso Orlando in questi anni, non si è mai posto il problema in quanto presidente dell’Anci, che attaccando Crocetta attaccava un rappresentante del centro sinistra con cui lui stesso è alleato. I ruoli ci obbligano alle scelte e, nell’adempimento delle mie funzioni di presidente della Regione, non sono esponente di un partito o di una coalizione, sono colui che deve rispettare le leggi che il Parlamento approva e devo persino garantirne il rispetto da parte di tutti.

“Con molta sincerità – continua Crocetta – mi sembra un atto estremamente doloroso decretare la rimozione di sindaci che per la normativa nazionale sarebbero di diritto sindaci della città metropolitana e che per quella regionale, per assumere tale ruolo, devono essere eletti dai cittadini. Per togliere ogni dubbio, ho chiesto un parere all’ufficio legislativo e legale della Regione che da alcuni giorni mi è stato trasmesso a firma avvocato Maria Mattarella”.

Crocetta ricorda poi che “lo Statuto della Regione non prevede le città metropolitane ma semplicemente i liberi consorzi. Tant’è che per superare questo aspetto, nel primo ddl che noi portammo in Ars, al fine di evitare impugnative da parte del Commissario dello Stato, declinammo che Palermo, Catania e Messina fossero liberi consorzi denominati città metropolitane. Tutto ciò per garantire a queste importanti aree, le tutele previste sia a livello nazionale che europeo. Nel frattempo abbiamo appreso in via informale, che lo Stato intende impugnare la normativa regionale. Sulla base di tale presupposto, i sindaci metropolitani ritengono che possa essere evitato il decreto di commissariamento. Per giurisprudenza acquisita e per diritto, una norma è incostituzionale non quando la si impugna ma per espressa sentenza della Corte”.

“Il tema che io mi pongo è questo – aggiunge il governatore siciliano – se i sindaci metropolitani fossero decaduti, e se domani la Corte Costituzionale dovesse respingere il ricorso di incostituzionalità promosso dallo Stato, il rischio più serio sarebbe quello della nullità degli atti adottati da tali sindaci, con un piccolo particolare, che essendo i medesimi non responsabili della loro mancata decadenza che è ascrivibile solo e soltanto a me, il responsabile civile e penale degli atti nulli adottati dai medesimi sarei io”.

“Possono Orlando e Bianco chiedermi anche questo ennesimo sacrificio? Può chiedermi il governo nazionale di assumere su di me una responsabilità così grande, in presenza di un parere legale netto? Sinceramente il dubbio mi tormenta e io fino all’ultimo vorrei evitare che qualcuno pensasse che ho conti politici da regolare. Non ne ho in nessun modo, sono una persona serena e corretta nell’esercizio delle mie funzioni. Però non vorrei che quando dovrò adottare gli atti necessari, qualcuno facesse la vittima, perchè l’unica vittima rischio si diventare io”, conclude Crocetta.

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