Crocetta rilancia il Megafono e attacca: “Finanziaria? Giocano sporco”

Gli “auguri” del presidente della Regione al suo Movimento

CATANIA – Rosario Crocetta si fa attendere a lungo. Palermo ruba tempo allo “scambio di auguri” catanese e così quando l’incontro del Megafono alla Baia Verde inizia – già con un’ora di ritardo – il presidente è ancora in macchina e sta raggiungendo, maltempo permettendo, le circa duecento persone che lo aspettano in sala.

Gli altri relatori gli preparano il terreno. Esordisce Giuseppe Caudo del Megafono, annunciando che non farà polemica ma la lettura di questi “auguri” come apertura della campagna elettorale è del tutto errata; lo ribadirà il senatore Giuseppe Lumia del Partito Democratico, che concentrerà il suo lungo intervento sulla situazione politica europea e sul dramma del terrorismo che ancora in questi giorni ha insanguinato l’Europa. Infine l’Assessore ai Lavori Pubblici di Catania Luigi Bosco, il quale da una parte rivendicherà i successi dell’amministrazione Bianco, dall’altra arriverà a dire che “a Catania si è fatto tanto, alla Regione di più“.

Alla fine arriva anche lui, Crocetta. Un intervento breve, il suo, giusto per ribadire la natura non elettorale dell’iniziativa e la sua volontà di proseguire con l’azione amministrativa e istituzionale rimandando le valutazioni politiche ad un secondo momento. Soltanto un’occasione di incontro prima delle Feste, questa di Palermo e Catania, sebbene la ricomparsa del logo del Megafono venga letta da molti come l’inizio delle grandi manovre per le Elezioni Regionali del 2017.

I temi all’ordine del giorno, secondo Crocetta, sarebbero ben altri: prima di tutti la finanziaria, che il Presidente annuncia di voler difendere con le unghie e con i denti anche perché, come dirà nel corso dell’intervento, “qualcuno sta giocando sporco“. Un’approvazione, quella della “manovra-slim” di quindici articoli, che rischia di impantanarsi tra i giochi politici di Palazzo dei Normanni. Crocetta, però, prova a vendere cara la pelle: “Sia chiaro che io non lo accetterò. Qui salta il tavolo“.

Soltanto dopo questa battaglia, conclude il governatore, la discussione elettorale tornerà sul tavolo. Anche considerando i prossimi appuntamenti presenti, che secondo Crocetta potrebbero riguardare anche il governo nazionale. “Prima ci sono le Amministrative a Palermo e certamente le Politiche. Poi verranno le Regionali: e noi non abbiamo paura del confronto e del voto”.

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