Crollo viadotto Himera sull’A19: cinque indagati

Il reato ipotizzato dalla Procura di Termini Imerese è omissione di atti d’ufficio e attentato alla sicurezza dei trasporti

PALERMO – Ci sono cinque indagati per il crollo del viadotto Himera lungo l’A19 autostrada Palermo-Catania, avvenuto il 10 aprile 2015. La procura di Termini Imerese (Pa) ha inviato gli avvisi di conclusione indagini a Calogero Foti, dirigente della protezione civile regionale, Calogero Lanza, ex sindaco di Caltavuturo (Pa), Mariano Sireci, responsabile della protezione civile di Caltavuturo, Salvatore Muscarella e Giuseppe Siragusa, dipendenti Anas. Devono rispondere di omissione di atti d’ufficio e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Secondo gli inquirenti gli indagati “pur essendo a conoscenza dell’evoluzione del corpo di frana che si era manifestata, nel periodo tra marzo ed aprile del 2015, sul versante prospiciente l’autostrada A19 Palermo-Catania ricadente nel territorio del Comune di Caltavuturo, non hanno adottato i provvedimenti dovuti, ognuno in relazione alle specifiche competenze”.

Ma c’è di più. Gli indagati, per la Procura di Termini Imerese per cause indipendenti fra loro e nelle rispettive qualità, pur essendo a conoscenza delle gravi condizioni di dissesto del versante prospiciente l’autostrada A19, con le proprie condotte omissive ponevano in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti.

Il viadotto fu investito da una frana apertasi nel 2005 sulla Provinciale Scillato-Caltavuturo che costeggia l’autostrada. Il movimento, che aveva un fronte di 300 metri e una lunghezza di quasi un chilometro, era ripreso a causa delle piogge. Un’enorme massa di terra e fango scivolò verso il greto del fiume Imera, investendo il pilone che si incrinò. Il cedimento del viadotto provocò la chiusura dell’autostrada e conseguentemente la Sicilia rimase tagliata in due per mesi. Non vi furono feriti o danni a veicoli.

Pochi mesi dopo il crollo, il 31 luglio del 2015, venne inaugurata la trazzera realizzata dal Movimento 5 Stelle. La bretella, ribattezzata “via dell’onestà” accorciò sensibilmente i tempi di percorrenza agli automobilisti in transito e ai residenti nei centri limitrofi.  Andò avanti così per mesi, fino al 16 novembre 2105, quando fu inaugurata la bretella costruita per aggirare l’interruzione: costo 5,7 milioni per due chilometri che congiungono lo svincolo di Scillato al viadotto Himera.

A dicembre dello stesso anno, furono demoliti i 200 metri di viadotto in direzione Catania. L’autostrada è ancora percorribile col doppio senso di marcia solo su una delle due carreggiata del tratto interessato.

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  • Veramente al 13 luglio 2017, occorre uscire dell’autostrada e percorrere una deviazione esterna.
    Mezz’ora in più di percorrenza…

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