Processo “Talpe alla DDA”: maxi cartella da un milione per Cuffaro

L’ex governatore condannato per favoreggiamento alla mafia dovrà pagare le spese legali

 

cuffaro

PALERMO – Salvatore Cuffaro dovrà pagare una cartella esattoriale di oltre un milione di euro. Riscossione Sicilia ha notificato l’atto con cui all’ex presidente della Regione siciliana e ad altri 10 imputati si chiede di saldare le spese legali per il processo alla cosiddette “talpe” alla DDA di Palermo costato all’ex politico di Raffadali una condanna a 7 anni per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra. La pena è stata scontata e Cuffaro è tornato libero.

La cartella esattoriale ammonta, per l’esattezza, a 1.027.775,19 euro, comprensivi di una mora da quasi 50 mila euro.

Il tempo per saldare è di 70 giorni. “Io non posso pagare tutta la somma, quei soldi non ce li ho” spiega a Livesicilia Cuffaro, che ha ricevuto per primo la cartella per il meccanismo del cosiddetto “pagamento in solido”. In questi casi viene individuato il “più capiente” al quale chiedere il pagamento. Se è in grado di onorare il debito, allora successivamente lo stesso potrà rivalersi sugli altri coimputati che sono coobbligati.

“Oggi non lavoro e mi è stato tolto anche il vitalizio che del resto passava direttamente nelle casse della Regione, visto che continuo a pagare ogni mese una rata per un’altra condanna, legata al ‘danno all’immagine’ nei confronti della Sicilia. E per la quale adesso mi è anche stata pignorata la casa”, afferma l’ex governatore siciliano aggiungendo: “Io voglio pagare, ma voglio pagare la mia parte. Per questo motivo sto verificando, tramite i miei legali, se esiste questa possibilità. Ne saprò di più nei prossimi giorni”.

L’ipotesi al vaglio degli avvocati dell’ex presidente della Regione sarebbe quella di una divisione in parti uguali della somma oggetto della condanna: “Una cosa è una somma da un milione, altra cosa è dividere quel milione per tutti i condannati”, spiega Cuffaro sottolinenando che su quel milione di euro “non è nemmeno praticabile la rottamazione, ma io sono pronto a pagare. Il giusto. Ma un milione no, un milione davvero non ce l’ho”.

Oltre a Cuffaro, al processo furono condannati, tra gli altri, il manager della sanità privata Michele Aiello e l’ex maresciallo del Ros Giorgio Riolo. Anche a loro, Riscossione Sicilia ha notificato cartelle esattoriali per conto della Corte d’appello di Palermo e di Equitalia.

 

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  • Chissà perché, alla fine, dicono tutti fi essere poveri e di non avere soldi. Eppure, eppure, se ci facciamo quattro conti magari non ufficiali, sembrerebbe incredibile che un petsonaggio del genere non disponga di tale somma.

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