Dal Daspo per i corrotti all’agente sotto copertura, cosa c’è nel disegno di legge “Spazza Corrotti”

A presentare il testo il premier Giuseppe Conte, il Vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e il Guardasigilli Alfonso Bonafede

E’ stato approvato ieri in Consiglio dei Ministri il disegno di legge anti-corruzione. Un insieme di norme che serviranno a “spazzare via” la corruzione dalla pubblica amministrazione e dalla società. A dirlo ai giornalisti il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Un tema, quello del contrasto alla corruzione, al centro dell’ultima campagna elettorale del M5s.

“Se una persona è condannata in via definitiva per corruzione (e 8 nuovi reati sono stati inseriti) non avrà più la possibilità di stipulare contratti con la Pubblica amministrazione – ha detto il Guardasigilli presentato il testo – Per condanne fino a due anni, il Daspo può durare da 5 a 7 anni. Quando invece la condanna è superiore a 2 anni il Daspo è a vita, scritto nero su bianco. Il mio messaggio è che da ora in poi non se la cava più nessuno”. Una revoca del Daspo potrebbe arrivare soltanto in caso di riabilitazione, ma solo passati 12 anni dall’espiazione della pena. Confermata anche l’introduzione dell’agente sotto copertura per i reati di corruzione, mentre entro l’anno si attende la proposta del Governo sulla riforma della prescrizione.

Assente alla presentazione dello “Spazza corrotti” – come il Governo stesso ha ribattezzato il ddl – il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, per impegni precedenti. Nessuna rottura sul testo, ha garantito il premier Conte, sebbene nelle scorse ore il leader della Lega abbia parlato della necessità di migliorare il disegno di legge. “Giustissimo stroncare corrotti e corruttori, assenteisti e truffatori – ha detto il Vicepremier in un’intervista alla Stampa – però in Italia non ci possono essere 60 milioni di indagati. Non possiamo mettere tutti alla mercé del primo giudice che inizia a intercettare o pedinare o indagare chiunque gli capiti a tiro”. Parole che arrivano a poche ore dalla sentenza del Tribunale del Riesame di Genova che conferma il sequestro di 49 milioni di euro alla Lega, in quanto frutto di truffa ai danni dello Stato per rimborsi elettorali non dovuti dal 2008 al 2010. E c’è chi parla di fibrillazioni in seno al Governo, alla vigilia di un autunno che si annuncia caldissimo. 

Tornando al decreto “Spazza corrotti”, toccherà adesso al Parlamento prenderne visione e proporre eventuali modifiche. In attesa della definitiva approvazione, ecco intanto il ddl come uscito dal Consiglio dei Ministri. Ai lettori, come sempre, le valutazioni. 

ddl anticorruzione

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