Dalla promessa di lavoro alla prostituzione: l’incubo di una sedicenne romena

Tenuta in un appartamento di San Cristoforo e costretta a “battere” nella zona del porto

CATANIA – Le avevano promesso un lavoro da badante. Così, “Dorina” (nome di fantasia) a soli 16 anni ha lasciato la Romania per venire a Catania. Sperava di trovare un lavoro invece, ad aspettarla, c’era la schiavitù.

Così, secondo quanto raccontato dalla minorenne alla Polizia di Stato, la 33enne Mariana Ozsvat l’avrebbe costretta a prostituirsi in strada. La connazionale, insieme a un uomo, l’avrebbe portata a fine gennaio in Italia a bordo di un’autovettura con targa italiana.

A dire della ragazza, era stata proprio la sua aguzzina a proporle di trasferirsi in Italia prospettandole la possibilità di un lavoro regolare come badante. Ma una volta arrivata, l’avrebbe tenuta in un appartamento a San Cristoforo e avviata alla “vita sul marciapiede”. La minorenne, costretta a prostituirsi, avrebbe dovuto restituire i soldi anticipati dai suoi connazionali per il viaggio fino a Catania, pagando anche il vitto e l’alloggio.

A denunciare Mariana Ozsvat, già nota alla Squadra Mobile per essere stata coinvolta in vicende relative alla prostituzione su strada, è stato il padre della ragazza. La figlia 16enne, infatti, lo avrebbe chiamato durante la notte implorando aiuto.

Secondo quanto raccontato agli inquirenti, la 33enne romena le aveva consegnato un cellullare munito di scheda e abiti succinti da indossare per prostituirsi nei pressi del porto di Catania, sotto il suo vigile controllo. Le avrebbe inoltre imposto le tariffe per le diverse prestazioni sessuali e, nel caso in cui gli incassi fossero stati esigui, avrebbe ricevuto aspri rimproveri.

Le ricerche della giovane, continuate senza sosta, hanno portato al suo ritrovamento in un’abitazione di San Cristoforo, dove è stata rintracciata non privata della libertà personale insieme a un suo connazionale.

Quindi, la Polizia di Stato ha fermato Mariana Ozsvat perché gravemente indiziata del reato di sfruttamento della prostituzione minorile mentre “Dorina” è stata collocata in una struttura protetta.

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