Il Pg di Messina chiede mezzo milione di danni a De Luca dopo lo show da Giletti

Vincenzo Barbaro chiede un risarcimento da mezzo milione, equamente suddiviso tra il deputato regionale e i suoi legali che annunciano una denuncia per calunnia contro il magistrato

de luca

MESSINA – Il Procuratore generale di Messina Vincenzo Barbaro ha citato in giudizio il deputato regionale Cateno De Luca ed i suoi avvocati, Carlo Taormina e Tommaso Micalizzi. La querela del magistrato punta a ottenere un risarcimento danni, in sede civile, di 500 mila euro: una metà a carico del parlamentare, l’altra suddivisa tra i due legali.

Il PG Barbaro reagisce così alle accuse mossegli più volte da De Luca di recente assolto nel processo sul “Sacco di Fiumedinisi”. L’ultimo attacco era arrivato attacco nel corso di “Non è l’Arena”, la trasmissione condotta su La7 da Massimo Giletti. La richiesta di risarcimento ha provocato la reazione del deputato e dei suoi legali. In una nota, Taormina e Micalizzi, fanno riferimento a una presunta ammissione da parte del magistrato a proposito del figlio: “Ammettendo – affermano – importanti circostanze di fatto come quelle riguardanti l’attività lavorative del figlio Serafino”.

“La singolare iniziativa – proseguono i legali – costituisce un poderoso assist che Barbaro offre a De Luca, che potrà andare in fondo e svelare ben altro oltre fin qui indicato in denunzie chiedendo accertamenti all’autorità giudiziaria. Noi preannunciamo denunzia per calunnia contro Barbaro, avendoci accusati di istigazione e rafforzamento dei propositi criminosi di De Luca, mentre l’opera difensiva è stata sempre ossequiosa di ogni regola giuridica e deontologica. Chiediamo, a tutela delle prerogative della difesa, pronto intervento dell’Ordine degli avvocati di Messina”.

E in un video pubblicato su Facebook lo stesso De Luca rincara la dose. “Grazie procuratore generale delle Repubblica di Messina, Vincenzo Barbaro, per aver ammesso che suo figlio è stato assunto a soli 23 anni nella formazione professionale per chiamata diretta nel lontano 2000. Chiedersi perché proprio suo figlio abbia avuto questa grande fortuna e gli altri giovani disoccupati invece no … credo che sia legittimo in considerazione che lei non è un contadino come mio padre …”, dice ancora il deputato finito due giorni dopo le ultime Regionali ai domiciliari, poi revocati, per una presunta evasione fiscale

Perché il procuratore generale di Messina ha deciso di querelarmi solo ora, chiedendo 500 mila euro di risarcimento danni per un procedimento civile e non penale?”, domanda ancora l’ex sindaco di Santa Teresa Riva Tenta secondo il quale la denuncia è un tentativo di “mettere il bavaglio ai miei legali che non c’entrano nulla con le mie esternazioni, perchè grazie a Dio, e Barbaro lo sa bene, sono una persona responsabile che studia le carte e si assume le proprie responsabilità”

“Comunque al procuratore Barbaro  voglio dire che non ce l’ho con lei, ma con tutte le connivenze tra i vari palazzi che creano poi ingiustizia sociale. Non accetto che si diventi occupati se si è figli di”, prosegue De Luca aggiungendo che “continuerò a difendermi e a difendere la società, perchè io faccio politica e rappresento le varie comunità che ho governato anche per bene rispetto a qualunque tipo di ingiustizia”. “Ci confronteremo in sede civile e – conclude il deputato regionale – mi auguro in sede penale perchè ho già fatto due denunce e ho fatto dichiarazioni che la riguardano”.

“Se pensano i legali di De Luca che possa sentirmi intimidito dai loro comunicati hanno evidentemente sbagliato persona”, replica Barbaro. “Prendo atto delle dichiarazioni dei legali, e come già espresso in altra sede, anche per le presunte ammissioni sull’attività lavorativa di mio figlio, ribadisco che  la sede del confronto è il tribunale di Reggio Calabria, e nessun’altra”, conclude il PG di Messina.

1

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *