De Luca, Riesame annulla interdittive. Lo sfogo: “Al Tribunale di Messina c’è un verminaio”

L’interdizione consisteva nel divieto di ricoprire ruoli apicali negli enti coinvolti nell’inchiesta per evasione fiscale. Lo sfogo su Facebook

MESSINA – Annullate le misure interdittive nei confronti di Cateno De Luca, il neo-deputato regionale dell’Udc arrestato lo scorso 8 novembre per associazione a delinquere finalizzata dall’evasione fiscale. E’ quanto ha deciso il Tribunale del Riesame, che ha revocato le misure nei confronti di De Luca e dell’ex presidente della Fenapi, Carmelo Satta, arrestato insieme all’esponente dell’Udc. L’interdizione consisteva nel divieto di ricoprire ruoli apicali negli enti coinvolti nell’inchiesta per evasione fiscale. Il Riesame ha anche disposto la restituzione dei beni immobili della Fenapi ancora sequestrati.

La revoca segue alla decisione del Gip del Tribunale di Messina che alcuni giorni fa aveva disposto la revoca degli arresti domiciliari per l’onorevole. Per il giudice sussistono i gravi indizi di colpevolezza di De Luca ma si sarebbero affievolite le esigenze cautelari. La decisione è stata salutata con soddisfazione dal deputato regionale, che come di consueto ha commentato sul suo profilo Facebook: “Ecco la sentenza del Tribunale del Riesame! – ha scritto De Luca in un post a cui ha allegato la documentazione – La sentenza e’ stata depositata oggi alle ore 13:30 ed ha annullato la richiesta d’arresto e di sequestro del PM Antonio Chiarchietti e la relativa ordinanza di misure cautelari disposta dal Gip Monia De Francesco. Ora a maggior ragione depositeremo non solo la terza denunzia contro il verminaio che nel Tribunale di Messina ha fatto il bello ed il cattivo tempo, condizionando il lavoro degli organi inquirenti e magistrati onesti, ma pretenderemo che il CSM ed il Ministero di Giustizia dispongano delle ispezioni per far cessare la mafia giudiziaria praticata da alcuni loschi personaggi dello Stato”.

“Non mi attendo le scuse di nessuno, perché nella vita prima di ogni cosa bisogna essere e saper essere uomini – prosegue l’esponente dell’Udc – il mondo politico purtroppo è infestato da quaracqua ed è governato da ominicchi che non hanno l’umiltà dei veri uomini di chiedere scusa a fronte degli evidenti errori ed orrori commessi. Io chiedo scusa a Carmelo Satta e agli altri otto indagati, e rispettive famiglie, ed a tutti gli amici della Fenapi per tutto ciò, che per l’ennesima volta, vi e’ successo: e’ tutta colpa mia nel senso che avete pagato anche voi la mia colpa di volere fare politica onesta senza se e senza ma!”

Lo scorso 10 novembre il neo deputato regionale dell’Udc-Sicilia Vera era stato assolto perchè il fatto non sussiste dal Tribunale di Messina al processo sul cosiddetto “Sacco di Fiumedinisi”, paesino sui Nebrodi di cui De Luca in passato è stato sindaco. Il neo eletto all’Ars era imputato abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Un’altro capo d’imputazione, relativo alla tentata concussione, è stato dichiarato prescritto.

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