Clamoroso! Dopo le denunce l’ARS “corregge” i verbali

In una nuova versione del verbale il conteggio sull’emendamento che avrebbe salvato Riscossione è stato corretto per far coincidere i votanti con i presenti

PALERMO – Alla fine i dieci voti “scomparsi” nella votazione sull’emendamento che avrebbe salvato Riscossione Sicilia sono saltati fuori.

La vicenda è quella spiegata da Tribù nelle scorse ore: stando al verbale di Assemblea diffuso all’indomani della seduta del 9 agosto, la somma dei risultati del voto sull’emendamento governativo che avrebbe evitato la liquidazione della partecipata – 21 favorevoli, 24 contrari e 6 astenuti: totale 51 voti – non corrisponde al numero dei votanti (61): 

 

 

Mancano all’appello ben 10 voti, che sarebbero stati teoricamente sufficienti a far sì che i favorevoli raggiungessero la maggioranza richiesta (31 voti) per approvare l’emendamento del Governo. Ovvero per sopprimere l’art. 35 del “collegato”, archiviando la pratica sulla liquidazione e mantenendo in vita Riscossione.

Un’anomalia denunciata nelle sedi competenti dall’Amministratore Unico di Riscossione Sicilia Antonio Fiumefreddo, che si era rivolto alla Magistratura e agli organi istituzionali preposti, invocando anche l’interventio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su quello che si qualificava come un evidente “vulnus istutuzionale”.

Stamattina la sorpresa. Su una nuova versione del Verbale di Assemblea pubblicato dalla Regione Siciliana, il conteggio dei voti sull’emendamento è stato corretto e i voti coincidono con i presenti:

 

 

Com’è facile verificare, nella seconda versione del verbale i dieci voti mancanti sono opportunamente ricomparsi, e tutti nel novero dei “contrari” all’emendamento del Governo Regionale che avrebbe mantenuto in vita Riscossione. Una circostanza curiosa, intervenuta dopo giorni di denunce e senza una risposta ufficiale del Parlamento regionale sull’anomalia del primo verbale, derubricata a semplice refuso con la pubblicazione del secondo.

“Incredibile! Stamani sul sito dell’ARS compare un verbale stenotipico corretto e diverso relativo alla seduta dell’Assemblea che ha votato la mia estromissione da amministratore unico di Riscossione Sicilia – commenta l’avvocato Fiumefreddo – Dopo la mia denuncia alla Procura della Repubblica con la quale ho segnalato come mancassero all’appello i voti di 10 deputati dati per presenti, ecco ora spuntare un verbale diverso che fa ricomparire i 10 voti naturalmente contrari. Qual è il verbale vero e quale quello falso?”.

“Come può accadere che in aula succeda una certa cosa, ripresa peraltro in streaming, correttamente verbalizzata e poi si cambi il verbale? – domanda ancora Fiumefreddo – È un Parlamento e non una seduta di condominio (“Questa è casa mia!”, mi richiamò l’on. Vinciullo) il cui verbale qualcuno pensa di cambiare a proprio piacimento. Siamo in presenza di un falso marchiano. Siamo certi che i deputati fossero tutti presenti. I deputati e non le loro schede! Mi affido anche questa volta alla Magistratura, unico presidio, in questo momento, capace di tutelare i cittadini”.

Articoli correlati

2

  • State facendo un bordello per niente, è palese che l’errore è stato di chi ha trascritto a macchina l’elenco che poi è stato rettificato.

  • Avvocato ha ancora fiducia nella magistratura? Le ricordo l’epilogo del concorso truccato al Comune di Catania: tutti assolti.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *