Il difensore di Guglielmino: “Nessun sigillo ai supermercati, fondi utilizzati di provenienza lecita”

La replica dell’avvocato Salvatore Cannata sul sequestro da 41 milioni all’imprenditore Michele Guglielmino: “I punti vendita GM sono operanti ed aperti alla clientela”

In riferimento al sequestro da 41 milioni di euro eseguito dalla Squadra mobile e dalla Divisione polizia anticrimine della Questura di Catania riceviamo e pubblichiamo la replica dell’avvocato Salvatore Cannata, difensore dell’imprenditore Michele Guglielmino, destinatario del provvedimento disposto dal Tribunale etneo perchè “ritenuto orbitante nell’area di influenza del clan Cappello”.

“In relazione alla notizia pubblicata sul Vostro giornale e interessante il sequestro operato dal Tribunale di Catania lo scorso 5 gennaio ai danni del mio assistito, il signor Guglielmino Michele, questo difensore intende precisare quanto segue, affinché di tale vicenda giudiziaria si faccia corretta cronaca.

Trattasi innanzitutto di un sequestro, misura di prevenzione, avente a oggetto, tra altri beni, la catena di supermercati “GM” operante nel catanese. Nessun sigillo, dunque. La G.M. Supermercati s.r.l. continua e continuerà ad esercitare la propria attività di grande distribuzione alimentare, attraverso i suoi punti vendita, come ha sempre fatto.

Sebbene di tale occorso giudiziario, i giornali ne abbiano – pare – avuto notizia soltanto alla data odierna, la misura di prevenzione in oggetto è stata disposta dal Tribunale di Catania già lo scorso 5 gennaio. La stessa clientela potrà, pertanto, confermare come i supermercati G.M. siano perfettamente operanti ed aperti alla clientela, more solito.

Altrettanto come di consueto, i Vostri collaboratori-giornalisti utilizzano con troppa leggerezza termini giuridici di pregnanza invece assai specifica, causando danni, economici e di immagine, per i quali questo difensore fin da adesso si riserva di valutare l’opportunità di adire la competente A.G., al fine di richiedere ed eventualmente ottenere i dovuti risarcimenti in favore del mio assistito.

Quanto alla “ritenuta” vicinanza del sig. Guglielmino al clan mafioso Cappello, è doveroso rappresentare che, benché sia stato imputato di essere stato un partecipe dell’associazione nel 2003, lo stesso è stato assolto con formula piena da tale accusa siano in I che in II grado di giudizio (proc. 8218/03 R.G.N.R.; operazione “Ramazza”).

Quanto ad altri “contatti” avuti dal sig. Guglielmino con la giustizia penale, va invece chiarito come questi riporti unicamente due precedenti penali per fatti commessi nel 2004, per i quali è già stata interamente e proficuamente scontata condanna.
Naturale a questo punto, per i non addetti ai lavori, domandarsi come mai, se è vero che il signor Guglielmino non è un delinquente incallito né tantomeno persona orbitante in contesti criminali, sia stato destinatario di un provvedimento di sequestro giudiziario.

E’ la legge a prevederlo. Il sequestro che ha colpito i supermercati GM è disciplinato dal codice antimafia (D.lgs. 159/2001), la cui denominazione è invero impropria, trattandosi di un testo di Legge che disciplina le misure di prevenzione patrimoniali e personali, applicabili tuttavia non solo ai soggetti imputati o condannati per il reato di cui all’art. 416 bis c.p., ma a tutti i soggetti che si sospetta vivano, anche in parte, di proventi delittuosi.

Dalla lettura del testo di Legge appena citato è infatti facilmente evincibile come la legge preveda l’irrogazione del sequestro sulla base di un mero sospetto, chiamando l’interessato e la sua difesa a fornire tutte le chiarificazioni occorrenti solo successivamente, nel corso del procedimento.

Questa difesa, dunque, procederà a dimostrare come i beni oggetto del presente sequestro siano di provenienza assolutamente lecita, essendo già venuta in possesso di dati documentali importanti, che – per la natura del procedimento instaurato – non sono stati richiesti direttamente all’interessato, ma che avrebbero fatto venire meno i presupposti dell’odierno sequestro, che sostanzialmente si fonda sulla sospetta provenienza dei fondi utilizzati per l’avvio del primo punto vendita G.M.

A fronte di una dichiarazione dei redditi del signor Guglielmino non sufficiente, all’epoca, a supportare tale investimento economico, lo stesso ed i suoi famigliari hanno infatti avuto accesso ai tradizionali canali di credito assolutamente leciti, sottoscrivendo rapporti finanziari con diversi istituti creditizi.

Difetterebbe, dunque, l’elemento principale di sospetto, vertente – lo si ripete – sulla capacità economica del sig. Guglielmino e famiglia di avvio della propria attività imprenditoriale, proprio per la sussistenza dei predetti rapporti di finanziamento richiesti ed ottenuti regolarmente; rapporti creditizi fin’oggi sconosciuti tanto alla Questura che al Tribunale decidente.

Sempre fiduciosi nell’operato delle Forze dell’ordine e della Magistratura italiana, si attende pertanto la I udienza fissata innanzi al Tribunale delle Misure di Prevenzione di Catania, onde poter fare chiarezza sulla vicenda qui delineata nella dovuta sede giudiziaria”.

 

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