Don Enzo: sacerdote di trincea a Ballarò

Dire “Santa Chiara” è dire integrazione. Ma a don Enzo piace più parlare di inter-azione

PALERMO – Occhi gentili e fisico possente. Gigante dal cuore d’oro, sacerdote di frontiera. Don Enzo è direttore dell’oratorio salesiano Santa Chiara, nel cuore di Palermo tra Ballarò e Albergheria.

Nella sua formazione per diventare salesiano ha vissuto anche San Cristoforo a Catania. Quell’esperienza lo ha segnato. Gli ha permesso di lavorare in un quartiere difficile ma ricco di potenzialità e risorse. Proprio quei ragazzi “poveri e abbandonati”, i ragazzi scelti da Don Bosco, gli hanno fatto comprendere il valore della condivisione e l’idea che in ogni cuore, anche in quello dei ragazzi più difficili, c’è un angolo di bontà dove è possibile far rifiorire la speranza.

Ballarò di oggi è un mélange di culture ed etnie. Ci sono da anni tante famiglie migranti di varie parti del mondo (Ghana, Bangladesh, Nigeria, Costa d’Avorio, Marocco, Tunisia, Mauritius, Sri Lanka, Senegal, Pakistan) che ne hanno trasformato l’assetto socio-culturale. Don Enzo e i salesiani del “Santa Chiara” si occupano di tutti i ragazzi del quartiere, senza nessuna differenza. Valorizzando le differenze culturali e religiose.

Dire “Santa Chiara” è dire integrazione. Ma a don Enzo piace più parlare di inter-azione, di inclusione sociale, di bella e positiva commistione. Educare i ragazzi a un nuovo modello di società multiculturale e multietinica è naturale per i salesiani del “Santa Chiara”: sono i ragazzi che insegnano agli adulti come accettare tutte le differenze e non aver paura del diverso da noi.

I ragazzi di Don Bosco a Ballarò sono tutti. In tutti i ragazzi ci sono potenzialità e bellezze che bisogna far venir fuori.

E don Enzo li accoglie tutti: a tutti propone di studiare, di impegnarsi, di camminare insieme per diventare “onesti cittadini e buoni uomini e donne di fede”.

Quella che don Enzo porta avanti è la Chiesa che vorremmo. Quella che esce dalle quattro mura del saloncino parrocchiale per andare incontro alle anime disperse. La Chiesa che apre le porte, a tutti, senza distinzione di colore della pelle e religione.

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