Droni, società ed ex militari: entriamo nei bilanci di una Ong

Che cosa sono le Ong e quale missione svolgono nel Mediterraneo? Quanto costa questa missione e chi finanzia il suo svolgimento?

Ong

CATANIA – Che cosa sono le Ong e quale missione svolgono nel Mediterraneo? Quanto costa questa missione e chi finanzia il suo svolgimento? Tutto avviene con la massima trasparenza o esistono delle zone d’ombra?

Sono alcune delle domande sorte dalla denuncia del Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro sul ruolo delle Ong nella gestione del fenomeno migratorio. Un caso che nei giorni scorsi ha scatenato una vera e propria bufera mediatica sul magistrato etneo, avversato dai sostenitori tout-court del sistema delle organizzazioni non governative e difeso da quanti in quel sistema ravvisano delle criticità.

L’aspetto giudiziario della vicenda – al momento esiste soltanto un fascicolo – andrà chiarito nelle sedi competenti. Il mondo delle Ong presenta in ogni caso aspetti interessanti, proprio a partire dalla questione dei costi ricordata dal Procuratore di fronte alla Commissione Shengen della Camera dei Deputati: “Abbiamo cercato di capire come si potessero affrontare costi così elevati senza disporre di un ritorno in termini di profitto economico”, aveva detto Zuccaro in quell’occasione.

IL CASO MOAS – Citando, tra gli altri, il caso della Ong maltese MOAS: “I costi mensili che si affrontano, compresi i soli costi di spedizione di noleggio di due droni, ammontano a circa 400.000 euro”. Quasi mezzo milione al mese, al netto dell’acquisto delle navi, precisava il Procuratore. Una cifra importante, rispetto alla cui provenienza è lecito interrogarsi.

A rispondere, sulle pagine del Corriere della Sera, era stata Regina Catrambone, fondatrice dell’Ong con il marito Christopher. “MOAS è finanziata privatamente. In primo luogo da mio marito ed io, che all’inizio abbiamo investito i nostri danari per l’acquisto della nave e non solo. Ma anche e soprattutto da moltissimi donatori che credono in quello che facciamo, nella nostra professionalità e correttezza, e che per questo decidono di contribuire alla nostra missione”.

Per i dettagli, aggiungeva la Catrambone, basta consultare il sito di MOAS. E’ ciò che abbiamo fatto, trovando i report finanziari relativi agli anni 2014 e 2015.

La Ong inizia le sue attività il 24 gennaio 2014, amministrata dalla compagnia maltese ReSyH Limited, che al 2014 risultava guidata da Regina Egle Liotta – cognome da single della signora Catambrone – e dal signor Martin Xuereb. E qui appare il primo dato notevole, perché Xuereb è stato dal 2010 al 2013 il Capo delle Forze Armate di Malta. Un anno dopo è alla guida della ReSyH ltd – e dunque del MOAS – insieme alla Catambrone. Firma il primo report finanziario, ma nel 2015 è sostituito nel ruolo da Chistopher Catambrone.

Non è l’unico caso di presenza di ex militari nella governance delle Ong. Secondo quanto dichiarato da Zuccaro di fronte alla Commissione Shengen, anche la SOS Méditerranée “è stata ideata dall’ex ammiraglio della Marina tedesca Klaus Vogel”. L’ammiraglio Vogel, secondo alcuni giornali, svolgerebbe anche funzioni di capitano della SOS Méditerranée.

CONTI MILIONARI – Tornando a MOAS, il bilancio del 2014 consta 55.545 euro di donazioni. Numeri esigui, ma la Ong è del resto neonata. A fronte di queste donazioni, le spese operative ammontano ad 1.554.875 euro, mentre quelle amministrative a 174.022 euro. A pagare le prime interviene la Tangier International, società di servizi maltese riconducibile allo stesso Christhoper Catambrone; le seconde sono risolte dalla ReSyH Ltd, la società che gestisce MOAS.

La situazione migliora nel 2015, quando le donazioni in favore della Ong schizzano ad oltre 5.702.289 euro, con spese totali per 4.396.550 euro. Il documento non presenta il dettaglio delle singole donazioni, né sul sito è possibile trovare maggiori informazioni. E‘ invece disponibile un form per i fundraiser (cercatori di fondi) di MOAS, sul quale annotare il nome dei donatori e la cifra versata alla Ong.

Questo il dettaglio disponibile sull’attività di una delle organizzazioni in servizio nel Mediterraneo. Un servizio che comunque la si pensi, carte alla mano, costa milioni di euro all’anno e si avvale del supporto di gruppi finanziari economicamente capaci. Altri risvolti, come quelli paventati dal Procuratore di Catania, andranno accertati nelle sedi competenti. Sempre se la parola Ong potrà essere pronunciata senza scatenare una querelle come quella andata in scena negli ultimi giorni.

MOAS-Administration-Report-2014

MOAS-Administration-Report-2015

 

Articoli correlati

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *