Giapponese a Catania come a Londra

Oxidiana di Barbara Fait può a buon diritto competere con i migliori ristoranti giapponesi al mondo

Oxidiana

Meriterebbe il primo posto, e se non lo ottiene è solo perché non tutti impazziscono per il sushi.

Oxidiana a buon diritto competere con i migliori ristoranti giapponesi al mondo. Siamo stati al Nobu di New York e davvero il nostro non ha nulla da invidiargli.
Frequentato bene – anche perché ci vogliono tasche capaci – mantiene un’offerta qualitativamente molto alta ed ha saputo adattare il food giapponese alla nostra tradizione, proponendo anche piatti decisamente originali.
Gli spazi sono ridotti ma eleganti e contemporanei, e gli arredi sono arricchiti dalle opere di Rossella Pezzino.
L’accoglienza “inglese” e la cortesia di chi sta ai tavoli ne fanno un’eccellenza anche dal punto di vista del servizio. Di livello anche la cantina.
Proprio la selezione accurata dei prodotti e la maestria nel prepararli è il segreto di questo riuscitissimo locale. “Se non si lavora in qualità è impossibile portare avanti un’attività imprenditoriale – spiega la titolare Barbara Fait – La qualità è l’unica cosa che paga, abbiamo sempre investito su questo. Siamo stati i primi da Roma in giù, abbiamo selezionato il nostro personale molto accuratamente e siamo risusciti a creare dei rapporti i fiducia da parte dei nostri clienti”.
“Abbiamo una clientela ricorrente con cui abbiano stabilito un forte rapporto – prosegue la titolare – siamo orgogliosi di avere portato la cultura giapponese a Catania, adesso ci sono decine di ristoranti però la qualità è l’unico punto di forza. Il trend continua ad essere in crescita. All’inizio è stato difficile, eravamo i primi e chi provava la cucina giapponese era il viaggiatore, che viveva all’estero o aveva studiato fuori”.
Oxiadiana non teme la concorrenza in un settore del food che va proponendo un’offera sempre più vasta: “Il fatto che siano nati gli all you can eat a prezzi popolari, se da un lato hanno abbatto il livello, dall’altro lascia la possibilità di avvicinarsi al nostro target, di assaggiare la vera cucina giapponese. La concorrenza, come sempre, non è negativa ma ha sviluppato il mercato”.
Chi sa offrire ai clienti il frutto di raffinate mani orientali, del resto, non teme concorrenza. E può anzi fare scuola: “Negli anni abbiamo mantenuto il nostro staff di cuochi giapponesi – conclude Barbara – formando al contempo una manodopera locale contribuendo a formare delle professionalità che in Sicilia mancavano”.
Che l’attività sia ad iniziativa di un’imprenditrice giovane e brava rende ancor più orgogliosi i catanesi che guardano all’eccellenza.

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