Eliporti, bitume e paura del “dopo”: così Taormina si prepara al G7

L’appello di un consigliere a meno di 90 giorni dal summit: “Cogliere l’occasione per realizzare opere nel nostro territorio”

TAORMINA – Per queste vie strette che sanno di medioevo e di fiaba tra meno di tre mesi passeggerà Donald Trump. Il Presidente americano è atteso il 26 e 27 maggio per il summit del G7, che vedrà riuniti i grandi della terra sotto la direzione di Paolo Gentiloni. I sette capi di stato raggiungeranno Taormina in elicottero ed è una corsa contro il tempo per realizzare le due elipiste.

Un’infrastruttura fondamentale – approvata in Consiglio Comunale con 7 voti favorevoli, 2 contrari e tre astenuti – la cui utilità è talmente scontata che pare strano che qualcuno abbia votato contro la sua realizzazione. Tanto più se questo qualcuno corrisponde al capogruppo e al vice-capogruppo del Partito Democratico – cioè del partito che ha pianificato e organizzato il G7 stesso – in seno all’assemblea cittadina di Taormina. Qualcosa non torna, e Tribù ha voluto approfondire.

ELIPISTE 2×1 –  Lo abbiamo fatto parlando proprio con uno degli autori del “gran rifiuto”. Ovvero con l’avvocato Graziella Longo, vice-capogruppo del PD a Taormina, che con il collega Piero Benigni ha bocciato la realizzazione delle due elipiste previste per il summit di maggio: “Diciamo anzitutto che ne servono due poiché gli USA hanno preteso e ottenuto una pista a parte per l’atterraggio delle loro rappresentanze – dice il consigliere Longo ai microfoni di Tribù – Questo si sapeva da subito. L’unico luogo che si prestava realmente ad ospitare un’opera di questo tipo è il cosiddetto Piano Porto. Questo terreno è però di proprietà privata: non essendoci i tempi tecnici per procedere all’esproprio, abbiamo dovuto far sì che la pista vi fosse costruita in maniera provvisoria“.

“Occorreva a questo punto individuare un’altra zona idonea per la seconda pista – prosegue l’avvocato – si è pensato di realizzarla vicino al campo sportivo e alla piscina comunale, dove c’è anche l’impianto funiviario. La strada di accesso a questo terreno, tuttavia, per dimensioni e stato di manutenzione mal si presta al massiccio passaggio di mezzi previsto per quei giorni. Né si fa in tempo ad immaginare soluzioni alternative come la costruzione di ascensori”.

Problemi logistici non da poco, quelli denunciati dal vice-capogruppo del PD. Cui si aggiunge la preoccupazione per ciò che sarà fatto di questa infrastruttura dopo le quarantotto ore di summit. “Quella di cui stiamo parlando sarebbe una elipista definitiva – continua l’avvocato – che resterebbe a disposizione della città di Taormina e questo naturalmente andrebbe benissimo. Bisogna vedere però che uso si pensa di farne: la prima utilità che mi viene in mente è quella del soccorso sanitario, non certo come sostengono alcuni quella del turismo vip“.

Pare poi che il sindaco vorrebbe darla in gestione – attacca il consigliere – Un conto è avere una pista per l’elisoccorso o per eventi eccezionali come terremoti o alluvioni – e che avrebbe comunque sia un costo di circa 40.000 euro l’anno – un conto è dare in gestione ad un privato che cercherebbe di portare il maggior numero di persone possibile con l’elicottero a Taormina. Questo comporterebbe altri problemi: un traffico giornaliero arrecherebbe disturbo alla comunità e rischierebbe di mettere a rischio la funivia – che è un asset strategico per la città – a causa dei vuoti ascensionali causati dai velivoli. Quindi l’elipista provvisoria va benissimo, come potrebbe andare bene anche quella definitiva se destinata all’elisoccorso“.

COMUNE FERMO – “Ho ancora la speranza che si possa cogliere l’occasione del G7 per realizzare altre opere nel nostro territorio – conclude il consigliere Longo – ma dubito che questo accadrà. Pensiamo solo al Palazzo dei Congressi, che richiederebbe interventi particolarmente importanti. Certamente saranno bitumate le strade per metterle in sicurezza, ed anche sulla banda larga dovrebbero esserci dei lavori. Ma tutto ciò, per diventare fruibile da parte dei taorminesi, richiederebbe anche la presenza dell’Amministrazione“. Una presenza che secondo l’avvocato Longo non esiste. “Ciò che rimprovero al sindaco [Eligio Giardina, ndr] è di non aver saputo intervenire in maniera propositiva e concreta per dire cosa la città di Taormina avrebbe fatto per l’evento. Purtroppo si è deciso di non decidere, come sempre del resto da tre anni a questa parte”.

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