Emergenza randagi: ordinanza urgente di Bianco. E la gara?

D'Agata, l'assessore alla legalità che lascia scadere la gara. Perché?

Il copione è sempre lo stesso.

C’è una gara che scade al 31 dicembre 2016 ed è chiaro che prima di quella data, se si vorrà fruire ancora del servizio, occorrerà per tempo predisporre gli atti assicurando la celebrazione della nuova gara ed ottenendo il maggiore risparmio possibile per il Comune.

Per far tutto ciò c’è un’imponente macchina comunale, che paghiamo bene e che ben conosce le scadenze, ci sono dipendenti, funzionari, dirigenti e c’è l’assessore, in questo caso l’assessore D’Agata.

Ed invece le cose sono andate diversamente.

Stiamo scrivendo del “servizio di cattura, custodia e mantenimento cani randagi a tutela della pubblica incolumità per rischi di pericolo derivanti dal randagismo canino”.

Costo annuo 285.000,00 euro + IVA.

La gara naturalmente non si è fatta per tempo ed ecco che ieri, 10 gennaio, il sindaco è stato “costretto” ad adottare un’ordinanza contingibile ed urgente per assicurare il servizio, intanto per gennaio e febbraio, in assenza del quale sarebbe posta in pericolo – è scritto nell’ordinanza – la circolazione stradale e persino la pubblica incolumità posto che si sta parlando di oltre 1200 cani.

Ma cosa c’è di contingibile ed urgente al 10 gennaio che non si conoscesse già prima della scadenza del servizio?

A dicembre, a novembre, ad ottobre, a settembre, scorsi, non era forse chiaro che far scadere la gara senza celebrarne per tempo una nuova sarebbe stato rendere poi dopo urgente intervenire senza gara?

Potremmo dire che siamo in presenza di un problema di trasparenza, ed avremmo ragione, poiché non si capisce perché si debba preferire il prezzo del contratto attuale se invece se ne potrebbe ottenere uno più vantaggioso;

potremmo dire che siamo in presenza della solita inefficienza e che, governi la destra o la sinistra, la musica a Catania non cambia, ed avremmo ragione;

potremmo dire che ci sorprende non poco che l’ass. Rosario D’Agata, detentore della roboante delega della legalità, vera e propria mistificazione laddove la legge dovrebbe essere un imperativo e non la delega di un assessore, consenta, come i suoi predecessori, che nulla muti, ed avremmo ragione di arrabbiarci per questo;

potremmo rilevare che proprio l’ambiente delle imprese ed associazioni che si occupano del servizio in questione è stato fatto oggetto di molte polemiche, tanti rilievi e persino di indagini e processi penali, di talché davvero non si capisce perché si debba ricorrere a spendere denaro urgentemente quando invece si poteva agire per tempo; ed avremmo ragione di denunciarlo.

Ma, semplicemente, facciamo il nostro dovere, come tocca fare alla stampa libera, e ci indigniamo come cittadini, perché viene raccontata una città che non è quella vera, perché chi ci amministra continua a non occuparsi di Catania, organizzando inutili firme per inutili gite di ministri e capi del governo anche a loro impegnati nella inutile sagra nazionale della firma e dell’annuncio, mentre invece vorremmo solo una città normale, si normale, che sarà forse pure il contrario di straordinario, aggettivo tanto caro al sindaco, ma che nel caso di Catania diventerebbe sinonimo di eccezionale. E tanto basterebbe, e come se basterebbe, a cambiare questa città abbandonata.

 

L’Ordinanza contingibile ed urgente:

ordinanza urgente cani randagi

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