Emergenza rifiuti, l’attacco del Movimento 5 Stelle: “Musumeci fa soltanto proclami come Crocetta”

Sulla crisi delle discariche siciliane arriva l’affondo dei deputati del M5s. Che annunciano la partecipazione al sit in dei sindaci del 18 gennaio

PALERMO – Sette-otto mesi di autonomia per le discariche siciliane. Poi il collasso del sistema dei rifiuti, con conseguenze imprevedibili per l’isola. Era stato lo stesso Nello Musumeci a dipingere un quadro a tinte fosche della gestione della “monnezza” in Sicilia, sin dalle prime battute del suo mandato. Quando il Presidente della Regione aveva chiesto maggiori poteri al governo centrale e proposto l’esportazione dei rifiuti all’estero, con tanto di polemica con l’esecutivo nazionale nella persona del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. 

Durante le comunicazioni all’aula di martedì il governatore era tornato sulla questione: “Per guadagnare un anno di tempo, bisogna fare in modo che nelle discariche arrivi la metà delle 5mila tonnellate ogni giorno sono smaltite nelle vasche. Il ministero dell’Ambiente ci ha detto di portare questi rifiuti all’estero ma abbiamo problemi logistici”.

Queste le parole di Musumeci. Sullo sfondo le dimissioni “sospette” dell’Assessore al ramo Vincenzo Figuccia e la protesta di una cinquantina di sindaci del palermitano interessati dalla crisi di Bellolampo, che dopo aver chiesto a più riprese un incontro al governatore si sono autoconvocati a Palazzo d’Orléans il prossimo 18 gennaio per chiedere soluzioni al problema. All’incontro hanno annunciato di voler partecipare i deputati del Movimento Cinque Stelle. Che nella serata di ieri hanno sferrato l’attacco al Musumeci, denunciandone l’immobilismo nella gestione della crisi.

“Una settimana fa Musumeci invocava poteri speciali per la gestione della discarica di Bellolampo, che rischia il collasso tra due settimane – scrivono i deputati regionali Valentina Palmeri, Stefania Campo, Nuccio Di Paola e Giampiero Trizzino, componenti della commissione Ambiente all’Ars – annunciando di chiedere a Gentiloni di dichiarare lo stato di emergenza ambientale. Da Roma non ha ottenuto risposte e ieri in aula affrontando il tema dei rifiuti l’ha dimostrato. Non ha offerto soluzioni, ha fatto solo proclami da campagna elettorale, mentre da quando si è insediato l’unico risultato che ha portato a casa sono solo le dimissioni dell’assessore regionale ai rifiuti Vincenzo Figuccia”. 

“Che l’azione del governo Musumeci sia in continuità con quella di Crocetta è del tutto evidente – proseguono gli esponenti del M5s – Non a caso il neo governatore ha messo a capo del Dipartimento rifiuti il medesimo dirigente che guidava l’ufficio speciale per la differenziata nell’era Crocetta. Lanciamo una sfida a Musumeci, se è vero che vuole risolvere il caos rifiuti in Sicilia, dove l’emergenza, come lui stesso l’ha definita, è diventata strutturale, porti entro 60 giorni il nuovo piano regionale dei rifiuti in commissione Ambiente”.

I componenti della Commissione Ambiente forniscono anche dei dati relativi alla differenziata in Sicilia. Secondo uno studio elaborato dal M5S, confrontando gli ultimi dati forniti dall’ufficio regionale ai Rifiuti e dall’ufficio speciale per la raccolta differenziata, sul sistema impiantistico regionale per la gestione dei rifiuti in Sicilia, aggiornato al primo quadrimestre 2017, la raccolta differenziata nell’isola si attesta al 12,5%.

“L’isola è all’ultimo posto della graduatoria nazionale, peggio fa solo la Calabria ferma al 25 percento – dicono i deputati – Il dato risulta fortemente condizionato dalla carenza degli impianti. In Sicilia, infatti, risultano attivi solo otto impianti di compostaggio: di questi sei non funzionano. Hanno una capacità complessiva di 68 mila tonnellate. Se fossero funzionanti porterebbero in automatico ad un aumento della differenziata fino al 30% già quest’anno”.

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