Rifiuti, Musumeci chiede aiuto a Gentiloni e pensa a un bando per trasportali all’estero

Il governatore in conferenza stampa svela il piano d’azione della Regione: “Tutte le discariche sono vicine al collasso. Senza una svolta a settembre non sapremo dove metterli. Servono poteri speciali”

PALERMO – E’ al momento la madre di tutte le emergenze siciliane. Una patata bollente che Nello Musumeci si è ritrovato tra le mani dopo le dimissioni dell’assessore designato Vincenzo Figuccia. “Dopo trenta giorni di attività del governo credo di poter dire che la situazione della gestione dei rifiuti in Sicilia è assai grave”, dice il governatore siciliano in conferenza stampa aggiungendo che “su questa vicenda il mio governo, paradossalmente, si gioca la credibilità”. 

“Parlare di emergenza di fronte ad un problema che si trascina da vent’anni è fare un torto alla lingua italiana. Preferisco usare un ossimoro, un’emergenza strutturata”, prosegue Musumeci che dopo essersi detto “seriamente preoccupato” per un problema “che mi sta distogliendo da tutti gli altri”, non risparmia frecciate ai suoi predecessori. “È da irresponsabili avere fatto finta di niente per venti anni e avere messo la polvere sotto il tappeto”, attacca e – citando i presidenti della Regione degli ultimi 20 anni da Capodicasa a Crocetta, passando per Cuffaro e Lombardo – chiede se “è mai possibile che si siano invocati poteri speciali senza che si sia risolto il problema? Chi doveva fare la sua parte non l’ha fatto ed è inutile invocare la vicenda degli Ato e delle Srr”.

Poteri speciali invocati anche dall’attuale governatore per risolvere quella che definisce un’emergenza strutturale : “Ne ho bisogno”, spiega il governatore annunciando che “domani chiederò a Gentiloni la dichiarazione di emergenza ambientale limitatamente alla discarica palermitana di Bellolampo e ai comuni che conferiscono nel sito”.

Musumeci si mostra ottimista perchè ha trovato “molta comprensione e disponibilità” da parte del governo nazionale. “È un esecutivo di centrosinistra ma i ministri Alfano, Delrio e Galletti hanno mostrato grande apertura, comprensione e disponibilità”, aggiunge sottolineando che “Bellolampo è la più grande crisi, l’emergenza più grave”. La discarica palermitana, ricorda il presidente della Regione, è stata attivata nel 2013 dal commissario per l’emergenza Marco Lupo. “La sesta vasca è colma – spiega – bisogna intervenire per trovare spazio o attivare la vasca settima ma per farlo secondo i tecnici servono sette mesi. Questa situazione non può essere risolta con strumenti ordinari».

Al di là di Bellolampo, “il problema è generale”, sottolinea Musumeci perchè “tutte le discariche in Sicilia sono prossime al collasso. Abbiamo due milioni di metri cubi da conferire. Al giorno in Sicilia vengono portati in discarica 5 mila tonnellate di rifiuti. Se nulla dovesse cambiare a settembre non avremmo più dove metterli”.

Per fronteggiare l’emergenza, la Regione sta predisponendo i bandi per il trasporto su nave dei rifiuti e per la loro destinazione. “Immaginiamo di inviarli nella civilissima Germania e nella civilissima Francia. Ciò che è più importante, al momento, è mandare meno rifiuti possibili alle discariche”, spiega il capo del governo regionale. 

Il presidente della Regione poi ribadisce che la competenza sui rifiuti in Sicilia deve andare alle ex Province, oggi enti di area vasta. Per il governatore è necessario riformare la legge 9 del 2010, che istituisce le società di regolamentazione del servizio di gestione della raccolta dei rifiuti: “Questa legge va fatta entro la primavera – dice – e la giunta sta predisponendo un suo ddl”.

Secondo Musumeci occorre “un piano dei rifiuti, potenziare la differenziata, trovare soluzioni per il debito degli Ato e incentivi alle imprese che usano materiali riciclati: questo si può fare con poteri ordinari. Il governatore si sofferma poi sulle percentuali di raccolta differenziata, pari al 22% secondo i dati della Regione divulgati nel luglio di due anni fa. Ma Musumeci denuncia che “quei dati non erano veri” perché inferiori, intorno al 15%. Un dato che ha rafforzato nel governatore la convinzione che l’ipotesi dei termovalorizzatori è al momento non necessaria. 

Il governatore nei prossimi giorni incontrerà i commissari degli Ato e costituirà un servizio ispettivo per verificare inadempimento e omissioni. “Non si gioca con il denaro pubblico”, dice annunciando che insieme all’assessore regionale al Bilancio individuerà dei commissari ad acta.

Musumeci infine lamenta anche di aver “trovato un dipartimento spopolato” rimasto orfano del dirigente generale, Gaetano Velastro, tornato all’Arpa (l’Agenzia per l’ambiente) di Siracusa. Al suo posto, nell’ultima seduta di giunta del 2017, è stato nominato Salvo Cocina, dirigente dell’ufficio speciale per la Raccolta differenziata, in passato al vertice della Protezione Civile.

Per quanto riguarda la nomina del successore di Figuccia, il governatore dice che “non c’è premura: con o senza assessore desidero seguire da vicino questo ramo dell’amministrazione”. “Quel ruolo in giunta è stato riconosciuto a uno dei partiti (l’Udc, ndr) della coalizione. Ho rispetto per i partiti che sono il sale della democrazia: spero di trovare un esperto con competenze tecniche”, spiega rivelando di aver “pure chiesto una stanza in assessorato  per seguire tutto da vicino”.

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