Faraone ammette la sconfitta e attacca Crocetta

Le parole affidate al suo blog dal Sottosegretario all’Istruzione “Non mi piace chi ha detto di non essersi impegnato affondo”

“Quella che l’Italia ha vissuto, e con essa la Sicilia, è stata una grande sfida democratica. […] È stato bello essere al fianco di tante donne e uomini che ci hanno creduto, che hanno pensato di poter vincere questa partita. E invece l’abbiamo persa. Nettamente e senza attenuanti. Se guardo ai dati della mia regione, la Sicilia, la sconfitta assume contorni ancora più clamorosi ed inequivocabili”.

Le parole che il Sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone affida al suo blog suonano come un’ammissione. La Regione di cui è luogotenente ha dato il ben servito al premier, contribuendo in modo decisivo alla vittoria del No e al terremoto politico in corso. Di questo terremoto saranno in molti a dover rendere conto, tra gli sponsor siciliani di Matteo Renzi. Anche chi oggi tenta di smarcarsi, fuori tempo massimo, dal sostegno dato al premier per il referendum poi fallito.

“Non mi piace chi ha detto di aver giocato la partita – scrive a questo proposito Faraone – salvo poi sottolineare di non essersi impegnato, in fondo, così tanto. Frasi pronunciate quando il Sì aveva già perso nettamente. Io ci sono stato in quel campo da gioco, non ho evitato nessun tackle e sono uscito con la maglietta intrisa di sudore e con addosso i segni della sconfitta”. Il riferimento è al Presidente della Regione Rosario Crocetta, auto-definitosi nelle ultime ore “un sostenitore del Sì, ma non un falco”. Beccandosi l’accusa di ipocrisia non soltanto da Faraone – con il quale non è mai corso buon sangue – ma anche dal Movimento 5 Stelle che tramite Giancarlo Cancelleri ne chiede le dimissioni.

Tornando a Faraone, il comunicato di “ammissione” della sconfitta prosegue con un bilancio dell’esperienza di governo (“La legge sul dopo di noi e la legge sull’autismo sono quelle che più mi hanno riempito il cuore. La legge sulla buona scuola, la più travagliata. Gli interventi per l’occupazione e lo sviluppo, principalmente nel mezzogiorno e in Sicilia, gli interventi di cui mi sono fatto carico maggiormente”), prima di chiudere con una citazione di Antoine de Saint-Exupéry: ““Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio”. Anche in questa Sicilia che sembra aver voltato le spalle al segretario-premier e al suo luogotenente.

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