Fava all’attacco su Li Destri: “Candidatura inopportuna, Cancelleri spieghi”

Ad andare all’attacco dei Cinque Stelle sul caso del candidato cugino di un imputato per mafia è l’aspirante governatore della sinistra

PALERMO – “Questa mattina abbiamo appreso di un’ordinanza di rinvio a giudizio di un processo in corso riguardante Giacomo Li Destri, arrestato nell’operazione ‘Black Cat’, a cui viene contestata l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Si tratta del cugino di primo grado di un candidato dei Cinque stelle a Palermo. Credo sia importante che i siciliani sappiano che il M5s candida il cugino di un soggetto considerato referente di Cosa nostra a Caltavuturo“.

Ad andare all’attacco dei Cinque Stelle sul caso Li Destri sollevato ieri dal Giornale è il candidato alla Presidenza della Regione della sinistra Claudio Fava. Che in una conferenza convocata oggi chiede conto al Movimento Cinque Stelle  di questa candidatura, dopo la polemica sui candidati che aveva riguardato le altre coalizioni e specialmente il centrodestra. “Adesso capisco perché Cancelleri non faceva il nome di Riccardo Pellegrino”, è la provocazione di Fava. “Noi non contestiamo l’onesta del candidato Li Destri – chiarisce il vicepresidente della Commissione antimafia – contestiamo l’opportunità politica e morale di candidare chi abbia uno stretti rapporti di parentela con una persona considerata referente di Cosa nostra a Caltavuturo”.

“Nelle carte del processo – prosegue Fava – si parla di intercettazioni in cui risultano rapporti tra i cugini, a differenza di quanto dichiarato dall’imprenditore. Il Li Destri candidato avrebbe pagato il pizzo e si sarebbe rivolto ai rappresentanti di Cosa nostra per appianare la situazione. Sarebbe stato il cugino imputato a consigliargli le modalità, e ci sarebbe stato anche un incontro a tre tra i due cugini e un altro soggetto legato ai clan”. 

“Il lavoro elementare di lettura degli atti giudiziari avrebbero dovuta farlo Musumeci nel candidare Pellegrino e Cancelleri nel candidare Li Destri”, attacca il candidato della sinistra. “Le stesse ragioni di opportunità che abbiamo pretesto per pellegrino a Catania valgono per chi si candida a Caltavuturo – continua il deputato – Se Cancelleri era al corrente capisco perché non si è mai occupato del caso di Riccardo Pellegrino. Se non lo era è peggio, sarei preoccupato di affidare la Regione Siciliana a chi non riesce ad andare oltre il casellario giudiziario”. 

Dalla sua pagina Facebook, Li Destri replica al candidato governatore sostenuto dalla lista “Cento passi”: “Sono stato sentito dai carabinieri immediatamente dopo l’arresto di mio cugino. A loro ho confermato di non avere più rapporti con mio cugino da quasi trent’anni. È tutto a verbale, l’onorevole Fava può andare a cercarselo. Così come non gli può sfuggire che, se così non fosse, io stesso sarei stato denunciato per aver detto il falso. È evidente l’intento diffamatorio delle frasi di Fava per questo ho dato mandato ai miei legali di querelarlo”.

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